Il Piemonte dice no all'App Uber

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TORINO Stretta sugli autisti di Uber e per altri sistemi di chiamata di trasporto persone a pagamento. Il Consiglio regionale del Piemonte ha infatti approvato ieri le norme che chiariscono l’impossibilità per il servizio statunitense e per gli altri sistemi di chiamata di trasporto persone a pagamento di operare sul territorio subalpino. Solo chi avrà l’autorizzazione potrà esercitare.

Decisione unanime
Maggioranza e opposizione hanno votato compatti sulla proposta di legge presentata da Gianluca Vignale di Forza Italia, che chiedeva regole più ferree per i “driver”, con multe da capogiro che arrivano a 1.500 euro e fino a 30mila euro per i gestori delle app. Nel testo approvato, invece, si fa riferimento al codice della strada (articoli 85 e 86) per le sanzioni ai conducenti dei mezzi, mentre non è prevista alcuna pena pecuniaria per i responsabili dei sistemi di chiamata. Ma Vignale  apprezza comunque «il passo importante che è stato fatto,  perchè chiarisce che la corresponsione economica per il transito su automezzi può essere effettuata solo a favore di tassisti e noleggiatori. Giusto fare riferimento al Codice della strada per le sanzioni, ma spiace che non si riescano a colpire i gestori (delle app, ndr)».

Tassisti e noleggiatori
La nuova norma che è stata varata ieri specifica chiaramente che «il servizio di trasporto di persone, che prevede la chiamata, con qualunque modalità, di un autoveicolo a esso dedicato e una corresponsione economica, può essere esercitato esclusivamente da soggetti che svolgono il servizio» in base «alla presente legge»: in altre parole solamente dire tassisti e noleggiatori con licenza.
METRO

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