| 2008-07-30 12:00:25 | ||||||||
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Decisa, determinata e instancabile come poche, Gea Lionello, figlia del grande attore Alberto Lionello, appena finito di girare “Il Bene e il male” (con Gianmarco Tognazzi, Bianca Guaccero, Marco Falaguasta e Atonia Liskova) e, per la tv, è la mamma di “Coco Chanel”, ed è impegnata sul set romano della popolare serie “R.I.S” (quinta stagione!). Nella serie lei interpreta il ruolo del medico legale Claudia Morandini: può anticiparci qualcosa? –Posso solo dire che, tra autopsie e cadaveri sempre in primo piano, la mia storia personale avrà un maggior peso e avrò più vita privata… È stato difficile per lei lavorare in obitorio? –Abbastanza: la morte è un campo poco esplorato, siamo un popolo che tende a nasconderla. Non ho assistito mai a un’autopsia dal vivo, ma ho visto molti filmati e mi sono documentata parlando con chi ne. Ma sa che non usano la mascherina, contrariamente a quanto si pensa?! La serie “R.I.S.” le ha dato la popolarità, ma non teme di rimanere troppo ancorata ad un cliché? –No, perché faccio anche altre cose tra una puntata e l’altra. La gente mi ricorda di più per il mio ruolo da protagonista ne “La Squadra”… Comunque, la tv ti dà tanto, ma ti toglie anche: bisogna star attenti a non farti spremere e riuscire a gestirti non è facile. La vita di Gea in tre tappe fondamentali. –Per il cinema “Manuale d’amore” di Giovanni Veronesi è stato il passo più importante: mi sono trovata al posto giusto al momento giusto, in un ruolo brillante, perfetto per me. Per il teatro: “Quer pasticciaccio brutto di via Merulana” con la regia di Ronconi è stata l’esperienza più alta: ho dovuto dimostrare al “teatro colto” che non ero solo una figlia d’arte. Con quella interpretazione mi sono guadagnata un enorme rispett. Per la tv, escludendo l’esperienza “R.I.S”, perché ancora non conclusa, “La squadra” mi ha fatto da trampolino di lancio anche all’estero: dopo quella serie hanno iniziato a fermarmi per strada, ovunque andassi… Una paura! Avere un papà come Alberto Lionello è stato più un peso o un aiuto? –Sicuramente crescere con un attore del suo calibro, un talento vero, mi ha insegnato molto, anche a vedere i difetti di chi vive solo per il proprio lavoro, come faceva lui, sacrificando tutto il resto, anche la sua famiglia. Forse, proprio per questo, sono ancora sola: sono una single per altruismo, perché la vita è complicata, io sono un tipo difficile, mentre intorno a me vedo molta leggerezza. Credo nel mio lavoro: sono un’artista che soffre, come quelli che vivono di passioni. I suoi modelli di riferimento? –Ingrid Bergman, simbolo di purezza e classe. Io studio tanto gli attori che vedo nei film: da Meryl Streep ad Al Pacino, perché il mestiere si ruba con gli occhi e con le orecchie! Farebbe carte false per lavorare con…? –Sorrentino, non c’è dubbio: lo adoro da “Le conseguenze dell’amore”. Orietta Cicchinelli Amo il mio lui, ma il cognato.. Basta pose, parli il cuore Tradito e pentito I tempi dell'approccio
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