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Per favore niente Nobel alla Betancourt PDF Stampa E-mail



2008-07-09 08:05:00

Ringraziamo Dio e l’esercito colombiano insieme alla Betancourt per la liberazione sua e degli altri ostaggi. E visto che ci siamo ringraziamo anche l’intelligence e le forze speciali statunitensi. È già bello che delle persone private della libertà possano riabbracciare le famiglie, ancora più bello se erano in ostaggio da così tanto tempo e vivevano in condizioni tanto precarie. Aggiungiamo pure che la Betancourt è diventata un simbolo, e quindi la sua liberazione acquista un valore mediatico in più e dà una finestra di visibilità (e quindi di speranza) alle migliaia di altri rapiti in Colombia e nel mondo. Fin qui la festa. Ma dobbiamo anche avere il coraggio di fare qualche riflessione sul merito dei fatti, per non cadere nella “retorica politicamente corretta”. Dunque, la Betancourt. Più di qualcuno la sta candidando (già da prima della liberazione) al Nobel per la pace. Perché? Perché è stata rapita? Ma di rapiti purtroppo ce ne sono migliaia, per i quali non c'è alcuna mobilitazione, eppure sono innocenti, e spesso sono persone che sacrificano la vita senza chiedere nulla: missionari, per esempio, o cooperanti.

La notorietà mediatica dellla Betancourt deriva da dati specifici: è un personaggio politico, avvantaggiata perché di sinistra, perdipiù francese. Aveva idee ben precise. Verde, diciamo sinistra pacifista, si è candidata per portare la sua idea di pace alla Colombia attraverso il riconoscimento dei guerriglieri marxisti e narcotrafficanti delle Farc. Convinta delle loro ragioni ha sfidato l’avvertimento del governo a non recarsi nelle zone da loro controllate. Ci è andata a fare campagna elettorale ed è stata rapita. Il suo sequestro non giustifica il Nobel per la pace perché «credeva nel dialogo»: al contrario è la prova che aveva torto. E i suoi amici populisti alla Chavez promotori di pseudo-trattative naufragate nel nulla hanno torto anche loro. La sua liberazione, avvenuta con un blitz militare dell’intelligence, dimostra che il governo di Uribe, che con l’appoggio della popolazione e una certa intransigenza sta sconfiggendo le Farc, aveva e ha ragione. A lei il Nobel perché? Perché ha sbagliato tutto? (Osvaldo Baldacci, giornalista)

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Commenti (3)
1. Scritto da dna il 11-07-2008 08:32 - Ospite
 
 
NOBEL, FRA UN ANNO
INgrid ha una grande responsabilità, etica, umana, politica, "fisica" oserei dire. Quella di non far calare il silenzio della scena internazionale sullla questione ostaggi FARC, che sono ancora oltre 700. se la senatrice franco colombiana (vediamo se presto riuscirà a sentirsi solo colombiana...) raggiungerà questo scopo (con una fondazione internazionale ?) allora diamole il Nobel. ma ora consideriamo gli aspetti della vicenda e soprattutto studiamo, ripeto studiamo, la situazione geopolitica e interna della Colombia. ho visto con grande interesse che il giorno dpo la liberazione della Betancourt tutti in Italia erano analisti del latinoamerica. io in tre anni di letture sulla Colombia non li ho mai incontrati... 
 
il NObel può aspettare, gli ostaggi no
 
2. Scritto da ILDV il 09-07-2008 16:11 - Ospite
 
 
NOBEL, FRA UN ANNO
E perchè no? E' ababstanza recente... Ce la vogliamo ricordare quella giornalista che si è recata dove non doveva, il giorno più probabile per essere sicuramente sequestrata? Aveva chiesto ad una collga se voleva andare con lei, quel giorno... La collega, più intelligente, aveva rifiutato...TUTTI leavevano detto di NON andarci.. Beh... C'è andata e... Che strano... Questa giornalista è stata sequestrata... ILDV
 
3. Scritto da BiGi il 09-07-2008 08:22 - Ospite
 
 
NOBEL, FRA UN ANNO
Applausi! Condivido tutto quanto riportato nell'articolo! 
Naturalmente prevarrà il sensazionalismo e il premio le verrà attribuito.
 

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