| 2008-07-01 07:36:00 | |
|
Trainati dal vento lassù, dove mare e cielo s’incontrano. È un pò l’anima del kitesurf, radice quadrata del surf e comunque sia dell’andar per mare. «Con duemila praticanti nel Lazio e cinquecento nuovi aspiranti ogni anno, nel Lazio c’è il maggior numero di appassionati d’Italia », spiega Antonio Gavoni, istruttore federale e fondatore del sito www.kitesurfing.it. Piace. Da Ostia a Castel Porziano, da Torvajanica a Sant’Agostino, la transumanza degli aquiloni che portano a zonzo per il mare gli uomini si allarga a macchia d’olio. Si passa anche per Fregene, per Maccarese. Forse perchè non costa tanto: «con 1.500 euro - dice Carlo De Gregorio, istruttore della Flying zone (www.flyingzone.net) - si acquista un’attrezzatura base». E se pensate che a governare le ugge dei venti ci siano degli iron man, sbagliate di grosso: «No - continua De Gregorio - è semplice e a praticare questo sport sono anche molte donne, di solito più determinate degli uomini ad andare avanti. La crescita di appassionati è esponenziale » continua De Gregorio «gli appassionati sono più che quadruplicati negli ultimi anni. Anche se quest’anno è andata male per i principianti: in primavera c’era troppo vento e mare spesso mosso, poi, adesso, è calato di colpo». (Andrea Bernabeo) Intervista al baby campione |
|
| Lascia un commento (0) |
















































