| 2009-09-24 07:43:00 | |
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Puglia, Basilicata, Sicilia, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Umbria, Liguria. S’ingrossa di giorno in giorno la lista delle Regioni ribelli, che hanno impugnato il decreto governativo sul nucleare e facendo ricorso alla Corte Costituzionale. Sotto accusa la norma che rende il governo capace di un’azione di forza una volta stabilito dove insediare le centrali nucleari. Anche contro la volontà delle stesse Regioni, quindi. Anche la Sardegna, Regione amica al premier, ieri ha votato il suo no ad ospitare impianti nucleari. E non usano mezze misure Wwf, Greenpeace e Legambiente: «Sulla localizzazione degli impianti - spiegano in un comunicato - né le Regioni, né la Conferenza Unificata possono dire nulla stante la nuova legge. Questo è in contrasto col Titolo V della Costituzione ». «Sono sicuro che la Corte Costituzionale ci darà ragione riconoscendo che la materia è un bene primario», ha ribattuto il ministro dello Sviluppo tecnologico Scajola. (STEFANIA DIVERTITO) |
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