| 2009-10-09 07:58:00 | |
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La crisi taglia le gomme agli italiani: nel 2008, in media, ogni automobilista ha percorso 600 km in meno rispetto a un anno prima. Gli italiani non sono più innamorati dell’auto come un tempo: è quanto emerge dal rapporto realizzato da Aci e Censis Servizi dal titolo "Automobile 2009", presentato ieri a Roma. Nonostante il “taglio” netto delle ore passate al volante, i costi di gestione rimangono molto alti: se si spende meno per carburante (- 5,2%) e assicurazione (-7,3%), lievitano i costi relativi a multe (57%) e parcheggio (+50%). Nel complesso, il denaro necessario per l’auto continua a crescere, seppur di poco. Se poi si considerano i costi dei box (+11,1%), l’auto diventa una zavorra anche se viene lasciata in garage. Così ci si arrangia con i mezzi pubblici, che però quasi un italiano su due non prende perché scomodi e malmessi. Bicicletta batte scooter 16,3% a 15,7%. È questa la novità più significativa che viene fuori dall’elenco di vizi e virtù della mobilità italiana diffuso ieri da Aci e Censis. L’alternativa all’auto restano le gambe (il 34% si sposta a piedi), ma il sorpasso della bici sui motocicli è il primo segnale di una attenzione ambientale (aiutata dagli ecoincentivi) che prima non c’era. A confermarlo c’è l’incremento della domanda relativa ai mezzi pubblici: ben 7,9% utenti in più. Ma chi può tende ancora ad evitarli: il 46,3% rifiuta autobus, treni e metropolitane in quanto poco puntuali, sporchi tenuti male e quindi poco appetibili. L’unico pregio, secondo gli italiani è che consentono di affrontare meglio il traffico. Per otto cittadini su dieci comunque le amministrazioni dovrebbero investire di più sul trasporto pubblico. (VALERIO MINGARELLI) |
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