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L’Italia è tra i paesi messi peggio nel Climate Change Performance Index del German Watch, il Rapporto internazionale che valuta la qualità degli interventi per la riduzione dei gas serra nei Paesi industrializzati ed emergenti, realizzato con la collaborazione di Legambiente. Lo studio, che si sofferma sugli interventi positivi e strutturali di ogni singola nazione nel campo del riscaldamento globale, ci mette al 44esimo posto sui 57 paesi a maggiori emissioni di CO2 (insieme producono oltre il 90% dei gas serra a livello mondiale) .
A spingerci così in basso in questa graduatoria sono l'assenza di una strategia complessiva per abbattere le emissioni di CO2, una politica energetica che punta sull'aumento dell'uso del carbone, il deficit di trasporti a basse emissioni. A 11 anni dalla firma del Protocollo di Kyoto c'è la constatazione che l'Italia è uno dei Paesi europei dove i gas serra sono più cresciuti rispetto ai livelli del 1990 (+9,9%), nonostante il trattato internazione imponga un taglio del 6,5%.
Al Gore “Aiuti solo alle auto eco”
Ottimista e risoluto, il premio Nobel per la Pace Al Gore, ex vicepresidente degli Usa, ha scaldato la platea, riunita a Milano a Palazzo Mezzanotte da Diners International, per ascoltare le tesi dell’ambientalista più politico del pianeta. Il suo “Thinking Green” parte smontando il più trito dei luoghi comuni attuali: non è vero (come sostiene anche l’Italia chiedendo limitazioni del pacchetto clima Ue, n.d.r.) che la crisi economica renda più difficili gli interventi contro il riscaldamento globale. Gore ne ha parlato anche con il presidente eletto Barack Obama, al quale martedì ha detto: ok ai soldi alle case automobilistiche, ma in cambio devono produrre auto ecologiche.
Tutte le auto private (« indispensabili », ammette) secondo lui dovrebbero essere trasformate in veicoli elettrici, passando per una fase ibrida. Una rivoluzione che gli fa vedere meno buia la crisi: «Durerà meno di quanto dicono gli economisti », diventando opportunità per combattere l’inquinamento, scelta necessaria «per salvaguardare il futuro dei figli». Insomma, crisi e clima sono interdipendenti, spiega Gore: eliminando la dipendenza dai prodotti petroliferi e a base carbonio si risolvono entrambe. In più si aggiusterebbero anche le tensioni politiche concentrate nei paesi dove c’è petrolio, se non direttamente causate da esso. Ma non bisogna prendere decisioni con false informazioni, «come è successo negli Usa con la guerra all’Irak», spiega Gore commentando la posizione italiana sul pacchetto clima: «Gli italiani che credono al’urgenza della crisi climatica devono influenzare il Governo anche con scelte personali». (SIMONA MANTOVANINI) Articoli correlati |