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Boom di separati '' causa '' Facebook PDF Stampa E-mail



2009-02-20 08:05:45

Il web entra prepotentemente nella vita di coppia. E sempre più spesso l’affossa. Parola di tutti gli esperti del settore, dagli avvocati agli investigatori privati agli psicologi. L’associazione avvocati matrimonialisti (Ami) calcola che l’80% dei tradimenti viene scoperto attraverso sms, chat, contatti internet.

E in questo panorama affollato è entrato prepotentemente Facebook. «Ecco una scena tipo - ci dice l’avvocato Laura Logli - Alla fine di una cena tra amici si scambia il contatto Facebook. Il giorno dopo si commenta in quattro. Poi la conversazione continua in due. Presto diventa un corteggiamento. Ce ne capitano tanti di casi così». La tecnologia favorisce l’infedeltà, insomma. E soprattutto possono diventare pericolosi i contatti con gli ex. «Questo - ci dice Gian Ettore Gassani, presidente Ami - anche perché siamo un popolo di gelosi atavici. E questi mezzi amplificano le nostre fobie».

«Diciamoci la verità: la coppia classica, con tanti pensieri in testa, un lavoro e una famiglia da gestire, non ha tempo né voglia per stare su Facebook. Se si sta ore a scambiarsi messaggini con simil-sconosciuti o con l’ex di 10 anni fa c’è qualcosa che non va». Non usa mezze parole l’avvocato Laura Logli, matrimonialista, che recentemente ha seguito una separazione scatenata da Facebook.

L’80% dei tradimenti avviene attraverso sms, mail, telefonini. Il tradito, o la tradita, quasi sempre se ne accorge. Ma cosa c’è di così accattivante nel contatto virtuale di un social network?
«Lì tutto è più immediato - ci dice Concetta Iapello, psicoterapeuta della coppia - Una cosa è ascoltare una persona, un’altra è leggere una sua mail. Si possono mediare le reazioni». «Conosco mogli diventate esperte informatiche - ci dice l’avvocato Gian Ettore Gassani, Associazione Matrimonialisti - ma per scoprire una infedeltà coniugale occorre “necessariamente” commettere un reato. Basta conoscere una password per entrare nella vita dell’altro ma il sacro diritto alla riservatezza non può essere sacrificato alla necessità di provare questioni private: i casi di infedeltà coniugale vanno scoperti con altri modi». (STEFANIA DIVERTITO)

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Commenti (4)
1. Scritto da Daniela il 26-07-2010 00:33 - Ospite
 
 
l'abitudine di vedere sempre...
il lato negativo delle cose sembra non passare di moda. Io uso regolarmente i social network e se proprio vogliamo parlare di fb e di separazioni e delle problematiche ad essere legati, ho trovato molte iniziative volte a sensibilizzare in merito al problema, una in particolare del gruppo "figli e diritti negati. (è il momento di risposte concrete) " che si promuove di agire concretamente per la risoluz delle problematiche legate alla fine di un matrimonio specialmente per quanto riguarda i figli. Non ovunque c'è del marcio, lo strumento è buono è l'utilizzo che ne determina eventualmente una finalità diversa. Grazie
 
2. Scritto da Alessandro il 22-02-2009 19:17 - Ospite
 
 
l'abitudine di vedere sempre...
Non e' solo virtuale, poi segue il reale :p
 
3. Scritto da FRANCESCA il 20-02-2009 11:40 - Ospite
 
 
LIBERA PROFESSIONISTA
Effettivamente è vero, io ho talmente i minuti contati ogni giorno che non ho proprio tempo da perdere su facebook o altro social network correlato.. Ma a che pro? Vale la pena rovinare un fidanzamento o un matrimonio per un qualcosa di virtuale? MAH!!
 
4. Scritto da Barbara M il 20-02-2009 08:44 - Registrato
 
 
Internet e tradimento
Senza puntare il dito contro Facebook il fatto che l'avvento di internet dei vari social network delle email e delle chat abbia facilitato notevolmente l'infedeltà è innegabile , come dice l'articolo senza andare nemmeno a conoscere gente nuova si pensi alla facilità in cui si possono ripescare vecchie fiamme e riallacciare rapporti via web ... dopo il parental control per i bambini sarà la volta del partner control per mariti e mogli infedeli !
 

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