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Ammaniti racconta
i segreti di Villa Ada/VIDEO

Yeti, riti satanici, rave sotterranei e "uomini talpa"

Roma. «Quello di Villa Ada è il parco più affascinante e segreto di Roma, anche se adesso è un po’ messo male. Nei suoi boschi più nascosti si nasconde un passaggio tra realtà e fantasia, dove anche l’idea di uno Yeti diventa possibile». Ne è sicuro Niccolò Ammaniti, che frequenta il grande parco sulla Salaria sin da bambino e che proprio lì ha ambientato nel 2009 il suo romanzo “Che la festa cominci”.


Nella tua Villa Ada futuribile c’erano bestie feroci di ogni genere, ma uno Yeti non ti era venuto in mente. Cosa pensi del video con le artigliate a due metri di altezza sui tronchi?


Nel mio romanzo avevo messo degli animali selvaggi, ma addomesticati, vecchi e malati. Ho visto il video delle artigliate, l’ipotesi Yeti mi incuriosisce e mi diverte molto. Più che di Yeti, però, bisognerebbe parlare di “Bigfoot”, quello marrone americano che vive nelle foreste del Canada. Ci sono talmente tanti posti sconosciuti dentro Villa Ada nei quali teoricamente si potrebbe anche aggirare una bestia del genere.


Sempre nel tuo libro parlavi delle “Belve di Abbadon” e il rifugio antiaereo di Villa Ada è pieno di simboli satanisti, narravi degli atleti sovietici “uomini-talpa” e le cave abbandonate del parco pullulano di gente strana. La realtà ha superato la fantasia o conoscevi già i segreti di Villa Ada?


A Villa Ada ci vado sin da quando ero in carrozzina. Ci ho fatto tutto quel che si poteva fare: ci ho giocato a calcio, ci sono andato con la fidanzata, a tirare il fresbee con gli amici e ora ci vado con i miei cani. Da adolescente era un terreno speciale di esplorazioni, anche perché c’era una grande parte ancora privata. Era bellissimo avere accanto a casa un luogo “vietato”, dove entrare di nascosto e dove ci si poteva anche perdere. Insomma, il bunker lo conoscevo e i buchi di areazione delle catacombe sono sparsi ovunque; avevo anche notato le persone che vivevano negli accampamenti dentro il parco: gli elementi base c’erano tutti, poi però il mio mestiere è inventare.


Nel dedalo di chilometri di gallerie sotterranee nel cuore di Villa Ada sono state trovate anche le indicazioni a spray “Disco” e “Bar”. Anche un rave tra cave e catacombe sembra farina del tuo sacco…


Mi ricorda esattamente quello che succede nel libro, con gli invitati portati a forza nelle catacombe che pensano ancora alla festa e invece verranno trascinati via dall’acqua. Lì sotto può avvenire di tutto. Esistono degli spazi urbani che diventano tessuti di connessione, restano sconosciuti sino a quando la città non li scopre magari per spianarli e sfruttarli commercialmente. Dieci anni fa sono entrato per chilometri dentro gallerie ferroviarie non finite in piena città, c’era una sala con un enorme Gesù Cristo fatto con pezzi di motociclette. Sono delle zone di confine piene di fascinazione, in cui nascono delle cose, a cavallo tra il nulla dell’incuria e il rischio di un degrado che poi conduce alla distruzione.


Sei un amante di Villa Ada e ti sei detto preoccupato per il suo stato di conservazione. Perché?


Perché anche l’ultima nevicata ha dimostrato che la condizione del parco è precaria e assolutamente non seguita a dovere. La gran parte degli alberi secolari sono malati e pieni di parassiti, quindi prima o poi cascano. Le potature non sono state fatte o sono state fatte male, con interventi eccessivamente drastici e insensati. Quasi la colpa fosse degli alberi e dovessero subire una decimazione. Intanto i rovi e gli allori stanno prendendo il sopravvento e questa massa intricata rende sempre più inagibili i sentierini.


Ma i soldi per la manutenzione del verde sono sempre di meno…


I romani amano profondamente Villa Ada e non gli si può togliere anche quella: ci vanno a giocare, ci fanno i pic-nic. Gli alberi e la natura sono una cosa talmente importante per una città come Roma che non si può dire che non ci sono i soldi. Vanno trovati perché il verde è una priorità, come la cultura. Un posto di ricreazione fisica e mentale come Villa Ada vale la vita, non lo si può cancellare altrimenti diventiamo tutti pazzi.




Il numero


13 km di gallerie delle catacombe di Priscilla, tutte sotto Villa Ada. Le catacombe dei Giordani e quelle di via Anapo, suddivise in cinque livelli, arrivano invece fin sotto casa dell’ex presidente Ciampi. Nel parco sbuca l’antico acquedotto Vergine, percorribile da piazza di Spagna. Dentro Forte Antenne si trovano celle colme di refurtiva elettronica.


Riti satanici


I muri dell’ex rifugio antiaereo Savoia sono pieni di scritte “diaboliche”: dal classico “666” sino alle croci rovesciate. Opera dei ragazzini.


Rave sotterranei


Ad un bivio delle cave di pozzolana abbandonate compaiono le indicazioni “Disco” e “Bar”, tracce di un raduno musicale al lume di candela.


Gli "uomini talpa"


Diversi i grottoni di Villa Ada e Monte Antenne abitati dai senzatetto, che hanno “attrezzato” le cavità con letti e cucine improvvisate.


 


(Lorenzo Grassi)


 


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