
Roma. Acque sempre più calde e spiagge sempre più piccole. È quello che ci attende, secondo gli esperti, nel mare del futuro. Senza tenere conto dell’inquinamento, ma solo degli effetti del clima che già stanno mettendo in crisi la flora e la fauna marine, alle prese con mutamenti troppo veloci degli habitat. Un segnale evidente viene dal corallo, che si sta progressivamente sbiancando. Una mutazione non solo estetica, visto che l’effetto è dovuto alla morte dei preziosi polipi che lo compongono a causa del riscaldamento delle acque degli oceani. Se il fenomeno non rientra in tempi brevi, il corallo si sgretola in breve tempo. Caldo e acidità stanno così mettendo a rischio la sopravvivenza della Grande barriera corallina.
Pesci con la valigia
Le temperature elevate dei mari stanno cambiando anche le abitudini degli abitanti del mare. Quello italiano, in particolare, è soggetto a fenomeni di tropicalizzazione e meridionalizzazione e «tante specie si sono spostate dai mari più caldi verso i bacini più freddi del nord», spiega Sebastiano Venneri, responsabile mare di Legambiente. La barracuda, ad esempio, un tempo molto frequente nei mari della Sicilia, oggi si può incontrarla anche nel Tirreno e nel mar Ligure. In particolare, il fenomeno della tropicalizzazione si ha quando le specie provengono dai tropici, come nel caso della caulerpa taxifolia che sta soppiantando la posidonia del Mediterraneo; la meridionalizzazione, invece, si ha quando specie tipiche delle coste del nord Africa e della Sicilia si spostano nell’alto Adriatico, come ad esempio il pesce pappagallo e balestra.
Addio alla sabbia
Quanto alle spiagge – già minacciate dagli interventi umani e dal consumo di suolo – ora sono più duramente colpite dalle mareggiate, fenomeno naturale sì, ma che con i cambiamenti climatici si sta intensificando soprattutto dal punto di vista della durata nel corso dell’anno, accentuando l’erosione. In molti concordano sull'inutilità del rinascimento di sabbia, sistema troppo costoso rispetto ai reali benefici e alla loro durata. Una soluzione migliore potrebbe essere quella della costruzione di scogliere in acqua per arginare la violenza dei flutti, che intanto stanno anche salendo di livello per lo scioglimento dei ghiacci polari.
(Metro)
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