Mari a rischio petrolio
È allarme trivelle in Italia

Legambiente: in pericolo

area più vasta della Sardegna

Nei mari del Belpaese sono gia' attive 9 piattaforme di estrazione petrolifera ma a partire dal recente decreto sviluppo promosso dal ministro Corrado Passera, e in via di approvazione definitiva dal Parlamento, si potrebbero aggiungere almeno altre 70 trivelle.


Attualmente, 10.266 km quadrati di mare italiano sono oggetto di 19 permessi di ricerca petrolifera già rilasciati; 17.644 km quadrati di mare minacciati da 41 richieste di ricerca petrolifera non ancora rilasciate ma in attesa di valutazione e autorizzazione da parte del ministero dello Sviluppo Economico.


In definitiva si tratta di circa 29.700 kmq di mare, una superficie piu' grande di quella della regione Sardegna.



Questo è lo scenario presentato da Goletta Verde, la  campagna itinerante di Legambiente, che in sosta a Trani, punta i  riflettori sulla minaccia delle estrazioni petrolifere con la  presentazione di "Trivella Selvaggia", il nuovo dossier sui numeri ed  i rischi della ricerca dell’oro nero per le coste italiane. Secondo  Legambiente il gioco non vale la candela, partendo proprio dalle  riserve accertate nel nostro Paese confrontate con i dati relativi al  consumo di petrolio che in Italia è diminuito, complice soprattutto  la crisi economica, ma anche i primi effetti delle politiche di  efficienza.

L'ultima pericolosa falla aperta nella rete di protezione delle  coste italiane dai rischi di incidente da estrazione petrolifera è  stata aperta dall’articolo 35 del decreto Sviluppo. Un provvedimento  che, afferma l’associazione ambientalista, da una parte aumenta a 12  miglia la fascia di divieto ma solo per le nuove richieste di  estrazione di idrocarburi a mare, e dall’altra fa ripartire tutti i  procedimenti autorizzatori per la  ricerca ed estrazione  di petrolio che erano stati bloccati dal decreto legislativo 128/2010, approvato dopo l’incidente alla piattaforma Deepwater Horizon nel  golfo del Messico.

E’ proprio per questa novità normativa che  nell’edizione 2012 di Goletta Verde Legambiente ha deciso di assegnare la "bandiera nera" al ministro Corrado Passera, il poco ambito  «vessillo che attribuiamo ai nuovi pirati  che mettono a  rischio il futuro del mare e delle coste del nostro Paese».    


Sull'energia, dichiara Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente, «il ministro Passera sta portando il nostro Paese in  un vicolo cieco. Ha approvato i nuovi decreti di incentivazione per il fotovoltaico e le altre rinnovabili elettriche riempiendo il settore  di burocrazia e paletti inutili e mettendo in serio pericolo un  settore strategico per ridurre la dipendenza dall’estero, le emissioni di gas serra e inquinanti nonchè per contribuire a far uscire il  nostro Paese dalla crisi». 


Nel frattempo, aggiunge Ciafani «non ha ancora approvato il decreto  sulle rinnovabili termiche e non perde occasioni per dimostrarsi  fautore del passato energetico fondato sulle fonti fossili». Lo sviluppo  economico e l’uscita dalla crisi, continua Ciafani, «passa per una  strada diversa, quella fondata sullo sviluppo delle rinnovabili e di  serie politiche di efficienza in tutti i settori, a partire da quello  dei trasporti, primo consumatore dei derivati del petrolio nel nostro  Paese, che potrebbe portare nei prossimi anni i nuovi occupati a 250  mila unità». 



(Metro)





emoTAG!
30/07/2012 18:09
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