
Una scoperta sorprendente. Un centinaio di opere inedite (disegni e alcuni dipinti) attribuite dagli di studiosi agli “inizi” di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio quando, appena adolescente, era allievo nella bottega del pittore manierista Simone Peterzano, dal 1584 al 1588 sono venute alla luce grazie ad una ricerca svolta da un gruppo di esperti guidato da Maurizio Bernardelli Curuz e Adriana Conconi Fedrigolli. Si tratta di un complesso di opere è di circa 700 milioni di euro. Per due anni gli studiosi hanno compiuto frequenti sopralluoghi nell'area di Caravaggio e nelle chiese milanesi ed hanno letteralmente setacciato, palmo a palmo, il Fondo Peterzano, custodito nel Castello Sforzesco (di proprietà del Comune di Milano) e contenente 1.378 disegni del maestro e degli allievi che lavoravano con lui.
La "firma"
La notizia ha colto di sorpresa la comunità degli storici dell'arte, che da più parti invitano ad attendere verifiche ed esami più approfonditi prima di procedere con certezza all'attribuzione. Nel fondo, ci sarebbe anche “la firma” di Caravaggio in calce a uno scritto. Il breve testo è stato sottoposto (ma solo in fotografia) ad una perizia grafologica in un confronto con ricevute vergate da Caravaggio nel 1605-1606. Secondo l'esperta grafologa Anna Grasso Rossetti, consulente del tribunale di Brescia, i diversi biglietti sarebbero della stessa mano, quindi tutti autografi dal Caravaggio.
(metro)
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