La riforma del lavoro è legge
Ecco i punti più importanti del testo definitivo

La Camera ha dato il via libera definitivo al ddl di riforma del mercato del lavoro, che ora è legge.    I si' sono stati 393, 74 i contrari, 46 gli astenuti.  Il testo approvato dalla Camera è lo stesso licenziato dal Senato lo scorso 31 maggio. Il provvedimento passa ora alla firma del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, per la promulgazione e sarà poi pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. Un primo risultato per la Ministra Fornero sulla quale incombe però una richiesta di sfiducia che dovrebbe essere votata il 4 luglio.


Queste le principali misure varate.


FLESSIBILITA' IN ENTRATA. Contratti a termine. Durerà un anno primo contratto a termine senza causale, con pause  piu' lunghe delle attuali. In alternativa i contratti collettivi potranno prevedere una 'franchigia oggettiva' nei casi di specifici processi organizzativi (avvio di start up, lancio di un nuovo prodotto, rilevante cambiamento tecnologico, progetto di R&S, proroga di una commessa) nel limite del 6% dei lavoratori occupati nell'unita' produttiva, inoltre sara' ridotto di due terzi il periodo di inibizione tra più contratti.  


CO.CO.PRO. Arriva il salario di base per i contratti a progetto calcolato sulla base della media delle retribuzioni stabilite dai contratti collettivi. Si rafforza l'attuale una tantum per i parasubordinati come misura sperimentale per 3 anni. Circa 6 mila euro per chi avra' lavorato almeno 6 mesi in un anno. Infine e'previsto un aumento dell'aliquota contributiva di un punto l'anno fino a raggiungere nel 2018 il33% previsto per il lavoro dipendente.    


APPRENDISTATO. Sarà sempre possibile assumere un nuovo apprendista, ma i contratti in media dovranno durare almeno 6 mesi. Il limite del 50% di apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro varra' solo per chi ha alle proprie dipendenze meno di 10 lavoratori.  


LAVORO A CHIAMATA. Per attivare il lavoro intermittente  bastera' un sms, o un fax o la posta elettronica certificata, alla Direzione teritoriale del lavoro.  Ridotte del 60% le sanzioni per chi non rispetta la norma.


VOUCHER IN AGRICOLTURA. Consentita l'applicazione del sistema dei voucher in agricoltura ai lavoratori appartenenti alle categorie di studenti, pensionati e casalinghe per le imprese con un fatturato al di sotto dei 7 mila euro, mentre per tutte le altre imprese le casalinghe sarebbero escluse. La valutazione oraria del voucher sara' rivista periodicamente tenuto conto del risultato del confronto con le parti sociali.


PARTITE IVA. Quelle con un reddito annuo lordo dai 18 mila euro in su' sono considerate vere.  Passa da sei mesi a otto la durata delle collaborazioni a partita Iva e dal 75% all'80% il corrispettivo pagato non deve essere superiore dell'80% di quello di dipendenti e co.co.co (75% nel ddl); il lavoratore non deve avere una postazione ''fissa'' in azienda: non si può avere una scrivania insomma ma il telefono sì.  


FLESSIBILITA' IN USCITA. Modificato l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. In caso di licenziamento per motivi economici non ci sara' il reintegro automatico, mentre è prevista un indennità di risarcimento. Per i  licenziamenti disciplinari, il giudice, per il quale è prevista minore discrezionalità,  potrà ordinare il reintegro del lavoratore solo sulla base dei contratti collettivi e non anche sulla base della legge o delle tipizzazioni di giustificato motivo soggettivo e di giusta causa. Non sarà inoltre bloccata dalla malattia del lavoratore la procedura di conciliazione, tranne nel caso di sopraggiunta maternità o infortunio sul lavoro. Resta sempre nullo invece il licenziamento discriminatorio.


AMMORTIZZATORI SOCIALI. L'Aspi sostituirà le attuali indennita' di disoccupazione e di mobilità e interessera' lavoratori dipendenti, apprendisti e artisti.  Perderà il sussidio chi dovesse rifiutare un impiego la cui retribuzione sia superiore almeno del 20% dell'indennita' percepita. Stop a sussidi per mafiosi e terroristi. Niente pensione, sussidio di disoccupazione, assegno di invalidita' per chi sta scontando pene per reati di terrorisismo, eversione, mafia e strage. Una volta scontata la pena, la persona condannata potra' nuovamente accedere alle prestazioni facendone richiesta.     


TICKET SANITARI PER DISOCCUPATI. Ripristinata l'esenzione dei ticket sanita' per i disoccupati che erano stati cancellati nel testo uscito da Palazzo Chigi.


CONGEDO PATERNITA'. Alla nascita del figlio per i padri ci sarà un giorno di congedo obbligatorio, al quale ne potranno essere aggiunti altri due facoltativi, pero' scalati dalle 20 settimane che spettano di diritto alla madre. Inoltre e' in arrivo il buono baby-sitter per agevolare le lavoratrici nei primi mesi di nascita del figlio: potra' essere utilizzato anche per pagare asili-nido pubblici o privati.


DIMISSIONI IN BIANCO. Aumentano le misure per contrastare il fenomeno. Predisposte due modalita' per certificare l'autenticità delle dimissioni firmate 'in bianco' dalla lavoratrice e rafforzato il diritto al ripensamento. 


IMMIGRATI. Passa da sei mesi a un anno la validita' del permesso di soggiorno per i lavoratori extracomunitari che beneficiano del sussidio di disoccupazione o di mobilità.   


PREMI DI PRODUZIONE. Confermati per il 2012 gli sgravi contributivi introdotti in via sperimentale per il triennio 2008-2010. 650 milioni di euro le risorse da destinare.  


COMPARTECIPAZIONE LAVORATORI A UTILI. Il governo dovrà emanare entro nove mesi le norme per la partecipazione dei lavoratori  agli utili e al capitale delle imprese come anche ai Consigli di sorveglianza.


COPERTURE. Torna al 5%  il taglio della deducibilità a fini Irpef dei redditi da locazione tra le norme a copertura del provvedimento. Escluso chi ha aderito alla cedolare secca. Aumento della tassa di imbarco aereo che passa a 2 euro. Clausola di salvaguardia. Previsto un nuovo taglio lineare nel 2013 per i ministeri se  le risorse a copertura della riforma del mercato del lavoro non dovessero essere sufficienti. (AGI)

28/06/2012 6:01


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