| 2009-01-15 08:09:12 |
|
|
|
Gli animali e le piante hanno un’anima? E dove si trova e come è fatta la nostra, cosa resta, se resta qualcosa dopo la nostra morte fisica? Douglas Hofstadter, studioso e docente di scienze cognitive, di fisica, matematico e musicista si pone queste domande in un affascinante saggio appena uscito da Mondadori (“Anelli dell’Io. Che cosa c’è nel cuore della coscienza”, p.508, euro 22). Vincitore di un Pulitzer con Godel, Escher e Bach non vuole essere considerato un divulgatore: «Nonostante tratti temi molto complicati, direi che mi piace esprimermi a un livello molto concreto».
Professore, che cos’è la coscienza?
–Un miraggio che percepisce se stesso. Glielo spiego così. Se lei prende un pacco di piccole buste e le stringe in un punto preciso, al tatto sembrerà che ci sia una biglia dentro. In realtà è solo carta e colla. Insomma, quello che costruiamo nella nostra mente è un mito...
Lei mette in dubbio la nostra capacità di decidere.
–Viviamo sempre una battaglia fra tre o quattro desideri diversi. Mi piacciono molto le patatine, ma allo stesso tempo non voglio prendere peso. Ècome se dentro di noi ci fossero due eserciti che combattono ogni giorno.
Lei critica la psicoanalisi. Le nostre azioni sono governate solo da guerre tra neuroni?
–Il punto è che io non posso vedere che cosa succede nel mio cervello... Freud ha messo l’accento su cose interessanti, ma ha sbagliato nel concepire il cervello come un governo tra Io, Es e Super Io e esagerato l’importanza del sesso.
I suoi sono dogmi invece che idee. Il nostro modo di vedere il mondo in cosa è diverso da quello di una zanzara o un girasole?
–Noi usiamo i concetti, astraiamo, creiamo rappresentazioni di episodi della nostra vita. E ognuno ricorda e crea modelli a modo suo. (A.F.)
Articoli correlati |