| 2009-05-08 08:10:46 | |
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Antitrust e Garante per le Telecomunicazioni non ci stanno e sono pronti a intevenire a breve. In Italia per inviare un sms si spende troppo: le due autorità hanno analizzato la situazione dei “messaggini” in Italia, dividendo la popolazione della telefonia mobile italiana in due parti. Se infatti il gruppo più nutrito di italiani (il 75%, soprattutto giovani e adulti under 45) manda sms a prezzi vantaggiosi aderendo a tariffe speciali, c’è un altro 25% (composto dalla fetta più anziana del popolo dei cellulari) che viene salassata perché meno attenta alle offerte degli operatori. Quindi un italiano su quattro sborsa il massimo per i messaggi: 15 centesimi l’uno. E stando all’indagine, questo club ristretto è la vera gallina dalle uova d’oro per gli operatori, visto che garantisce loro il 77% delle entrate di questo specifico mercato. Non solo. La Commissione europea ha stabilito che dal prossimo luglio gli sms europei non potranno superare il tetto degli 11 centesimi. Ciò vuol dire che se il Garante non interverrà, inviare un sms da Roma a Firenze costerà più che farlo da Roma a Madrid. Per questo motivo il commissario alle Telecomunicazioni Sebastiano Sortino ha annunciato provvedimenti per allineare il nostro sistema a quello europeo. Anche l’Antitrust vuole vederci chiaro: se tutte le compagnie tengono il tetto massimo a 15 centesimi, viene da pensare che sia in atto un patto di non belligeranza tra di esse con tariffe limate verso l’alto. Dunque pure su questo aspetto si andrà a intervenire. (VALERIO MINGARELLI, foto Ap) |
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