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E poi la chiamano privacy. Dopo una intera giornata di polemiche furiose il garante della Privacy ha imposto un frettoloso dietrofront all'Agenzia delle Entrate, e così sono stati sospesi dalla consultazione on line tutti degli elenchi con le dichiarazioni dei redditi degli italiani.
L'assedio al sito
www.agenziaentrate.gov.it è iniziato di
buon mattino dopo che Metro, per primo, ha dato la notizia che le
dichiarazioni dei redditi del 2005 di tutti i contribuenti erano sul web,
consultabili da chiunque. A mezzogiorno il sito è andato in blocco:
centinaia di migliaia di persone si affannavano a sbirciare quanto guadagna
il vicino, Totti, il padrone di casa, il datore di lavoro o l¹attore
preferito.
Se questa è privacy
Tutto alla luce del sole, a portata di clic, tutto perfettamente chiaro.
Meno una cosa: come è possible sostenere che in questo modo la privacy dei
cittadini sia tutelata? È stata questa domanda a fare da perno alla bufera
politica: gli uffici del Garante della Privacy (che ha detto di non aver mai
saputo nulla della faccenda) sono stati off limits per tutta la giornata
perchè il Collegio, riunito in fretta e furia, ha esaminando la questione a
lungo cercando una soluzione. Nel frattempo, il viceministro dell'Economia
Vincenzo Visco (che ha avuto un ruolo chiave nella creazione del database)
si è schernito dicendo «È un fatto di trasparenza, di democrazia, c'è in
tutto il mondo». Forse per questo l'iniziativa non è mai stata sottoposta
all'attenzione del Garante e fondava la propria validità, come è stato detto
dagli stessi uffici dell¹Agenzia, su due vecchie delibere del Garante.
«Non vedo il problema»
E intanto, mentre cadevano i paraventi dei 740 di persone ricche e famose
(dai quattro milioni di Beppe Grillo ai tre e mezzo di Benigni ), i
cittadini tempestavano di chiamate tutte le associazioni di consumatori.
Difficile però chiudere la stalla quando i buoi sono scappati: l'Autorità ha
comunque poi invitato I mezzi di informazione a «non divulgare I dati
estratti dagli elenchi residisponibili». Fino ad oggi, le dichiarazioni dei
redditi potevano essere consultate al Comune. «Per cui - ha detto Visco,
«non vedo il problema».
(Andrea Bernabeo) Articoli correlati
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