| 2008-05-28 07:37:00 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Il giorno dopo la discussione della tesi di laurea, in genere, cominciano i dolori per i giovani italiani. Curricula inviati a tappeto (spesso senza avere risposte), colloqui, incontri. E la tappa successiva alla corona d’alloro è quasi sempre lo stage. Talvolta etichettato come “sfruttamento”, si conferma però lo strumento più diffuso per trovare un’occupazione: oltre l’80% dei neolaureati entra nel mondo del lavoro attraverso tirocini. Lo rivela Actl (Ass. cultura e tempo libero), che ha realizzato un sondaggio su 270 aziende. Ad un anno dalla laurea, il 53% (dati 2007) degli italiani lavorano. Un dato in crescita (+0,6% rispetto al 2006), ma al di sotto delle medie europee. Per i giovani però le prospettive sono buone: le grandi società li cercano per fargli assorbire la cultura d’azienda. Ecco perchè lo stage diventa una tappa quasi necessaria: il 90% delle aziende dà rimborsi spese, che nella metà dei casi vanno dai 500 agli 800 euro. I tirocinanti vengono confermati in quasi il 30% dei casi. Ma il dato più significativo è che nel 54% dei casi accedono a un contratto a tempo indeterminato. (V.M.) La difficoltà del lavoro Karima : ''Cantare a San Siro pura emozione'' Metro è media partner del concerto dei SUBSONICA del 24/06 e sta cercando un talento ecologico Backstage , cocktail e iniziative
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