| 2008-05-23 07:40:00 | ||||||||
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L’annuncio del governo del piano contro il caro-mutui e dell’imminente accordo con l’Abi fa subito discutere. C’è chi lo vede come un salvagente per le famiglie intrappolate da rate insormontabili, chi invece (associazioni dei consumatori in primis) lo considera uno specchio per le allodole. Per capire realmente se al titolare di un mutuo convenga o meno rinegoziare bisogna attendere la stesura del testo dell’accordo tra Abi e esecutivo. Per ora, l’unica cosa certa è che potranno rivedere coloro che hanno sottoscritto il mutuo prima di gennaio 2007, che non ci sono limitazioni di importo e di reddito e che la riduzione si restituisce con un allungamento del mutuo. L’operazione, come ha specificato Giulio Tremonti, non costerà nulla. Ma di aspetti da chiarire ce ne sono parecchi. Ma le banche e l’Abi non fanno discutere solo sul piano mutui. La Corte di Cassazione ha respinto ieri il ricorso di Abi e BPM contro la sentenza della Corte di Appello di Roma che aveva dichiarato la vessatorietà di 30 clausole bancarie. I giudici hanno ribadito il divieto, per le banche, di inserire clausole nei contratti come quelle che escludono la responsabilità dell’istituto in caso di furto; quelle che consentono la revoca immediata di aperture di credito e quelle che danno la possibilità alla banca di addebitare presunti crediti o di modificare condizioni contrattuali per “ragioni organizzative”. Rinegoziare il mutuo conviene davvero ?Presto dunque sarà possibile rinegoziare il proprio mutuo a tasso variabile. Ma sarà davvero una boccata d’ossigeno per le famiglie italiane? «Nell’immediato forse sì» spiega la prof. Ida Panetta del dipartimento di Scienze Bancarie dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma «perchè il tasso del mutuo da variabile si trasforma in fisso, e con i tassi applicati nel 2006. Ma fin quando l’accordo Abi-governo non sarà ben definito, è difficile capire se rinegoziare conviene oppure no: fra 30 giorni ne saremo di più». In base a quanto detto ieri da Tremonti e dall’Abi, la riduzione della rata che si ottiene viene poi restituita mediante un allungamento della durata del mutuo: un “finanziamento accessorio” al quale viene applicato un tasso Irs più lo 0,50%. E qui nascono le perplessità: se poi i tassi salgono, la durata del mutuo si allunga e neanche di poco. Ma di dubbi ce ne sono altri: come vanno considerati coloro che hanno rinegoziato dopo il decreto Bersani? E coloro che hanno surrogato perchè la banca non ha voluto rinegoziare? «Appunto, è tutto ancora da definire» conclude la Panetta «per ora si può dire che l’accordo mira ad arginare le insolvenze». (Valerio Mingarelli) Mutui casa la rivincita del tasso fisso ''Ero clandestino , aiuto gli stranieri a farsi un mutuo'' Mutuo sospeso a chi non ce la fa Casa, prezzi e mutui bassi , l'affitto non conviene più
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