Postepay Rock In Roma - Backstage e Intervista esclusiva a Caparezza - Guarda il Video

Nonostante le migliaia di persone ad aspettarlo di fronte al palco Caparezza è tranquillo e concentrato prima della sua esibizione. Abbiamo fatto un giro tra le scenografie della sua tappa al Postepay Rock in Roma 2015 scoprendo come si approcci ad una grande esibizione come quella di sabato scorso.

"Per me il live è un esperienza che va al di là della musica suonata perché anche uno spettacolo questo dipende probabilmente da come è stata la mia vita solo io come persona che sono stato salvato letteralmente dall'immaginazione e l'immaginazione è salvifica per chi non non si sente esattamente inserito nelle regole della vita, intesa come condivisione di uno spazio con altri esseri viventi. Da piccolo pensavo che sarei diventato un fumettaro non è successo ho pensato poi di fare altre cose legate la creatività alla fine ho capito che il mio vero amore era la musica perché riusciva a trasformare il mio linguaggio corrente in un linguaggio più interessante"

"Un tempo ero molto teso ora sono molto concentrato quando salgo sul palco quello che ricevo è sicuramente una scarica adrenalinica che mi fa dimenticare tutto quello che è successo fino a qualche istante prima e tutto quello che è successo un istante prima è lì a vedersi lo show e ad aspettarmi sugli scalini quando esco. Io nel backstage sono felice come sul palco, condivido l’esperienza insieme agli amici e non sono con dei turnisti quindi mi sento assolutamente a mio agio sul palco, sono i miei amici di Molfetta… e va così.

Trattando tematiche forti che vanno dal suo vissuto alla problematica dell'emigrazione giovanile o ancora della malvivenza nella sua Puglia chiedo a Caparezza se si senta vicino alla visione classica di "Cantautore":

"La definizione di cantautore non la conosco non capisco neanche il senso, una volta chiesi a mio padre “Che vuol dire cantautore” ero lo piccolo e lui “E’ colui che canta ciò che scrive” in questo senso lato sono un cantautore, non sono un autore però rappando, non canto, canto nei ritornelli,  in genere faccio rap questo crea un piccolo cortocircuito nella parola. Io mi definisco… io non mi so definire, io non riesco a definire nulla del mio percorso artistico di quello che faccio sono indefinibile".

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Blog di: 
Francesco Foderà
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