Fabrizio Moro al Palalottomatica - La Tracklist del suo concerto-evento

Da quando Fabrizio Moro ha iniziato ad esibirsi, "di acqua ne è passata", per citare le parole di una sua canzone, eppure il live del 28 aprile, è stato un vero traguardo per il cantautore romano. 

Dopo anni di tour in giro per l'Italia, quattro partecipazioni al festival di Sanremo e otto album oggi Fabrizio ha avuto la possibilità di esibirsi per la prima volta al Palalottomatica di Roma.

E' stato lo stesso cantautore, in apertura di data, a rivelare quanto quel luogo sia significativo per lui. Era il 1987 e aveva accompagnato suo padre a vendere magliette fuori dal palazzetto dello sport per il concerto di Vasco Rossi. Dopo aver visto l'emozione negli occhi della gente che defluiva ed essere entrato a spiare mentre smontavano il palco, aveva chiesto a suo padre di regalargli una chitarra. "Che ci devi fare con una chitarra?", aveva ribattuto lui. "Ci dovevo fare tutto questo" gli ha risposto ieri sera Fabrizio Moro, a distanza di quasi trent'anni.

Con la sua voce intensa, sporca, carica di tormento, a tratti di rabbia, a tratti di dolcezza, ha trasportato gli spettatori nel suo mondo. Un mondo vario che spazia dall'impegno come in "L'Italia è di tutti", all'amore come in "Eppure mi hai cambiato la vita", fino alla storia personale e di suo padre in "Buongiorno papà" e “Tu”. Nella canzone che dice di amare di più canta "sto imparando da te" e l'ha scritta per suo figlio. In altri brani racconta la sua inquietudine, le sue paure, l'insoddisfazione, la speranza di poter ogni domani ricominciare da zero, il bisogno di sentirsi libero "perché la libertà è sacra come il pane".

Come sempre, Fabrizio Moro non si è risparmiato: ha corso da una parte all'altra del palco, ha stretto mani, suonato chitarra e pianoforte, cantato con tutta l'anima. Ospite a sorpresa Fiorella Mannoia ha duettato con Moro sulla canzone "Acqua” e ha rivelato che nel suo prossimo album ci sarà un brano scritto da lui. In queste occasioni Fabrizio Moro ha usato un secondo palco, posto all'opposto del main stage, per dare anche a chi si fosse trovato fino a quel momento all'ultima fila di godere di uno spettacolo inedito a pochi centimetri dall'artista.

Proprio suonando, per la prima volta davanti al suo pubblico, il pianoforte, Fabrizio Moro ha abbandonato i monitor sottolineando "creano distanza queste cuffiette"

Oltre a proporre molti pezzi del suo ultimo disco “Via delle Girandole 10”, Fabrizio Moro ha cantato anche qualche brano storico, come “Pensa” con cui vinse Sanremo Giovani nel 2007. Un applauso prolungato e una standing ovation hanno accolto i nomi dei morti per mafia, proiettati sullo schermo del palco nell’intro della canzone. Con il finale ha stupito ancora: “pace” è stato l’ultimo brano della serata. “Cerco solo il modo di trovare la pace che non ho”, ha cantato. Un finale aperto, insomma, con cui riconferma la sua inquietudine, la sua continua ricerca che non si esaurisce.

 

Ecco la scaletta:

Un'altra vita

Svegliati

Fammi sentire la voce

Il peggio è passat

Respiro

Tu

Buongiorno papà

Eppure mi hai cambiato la vita

Comunicando

Alessandra sarà sempre più bella

Sono anni che ti aspetto

L'Italia è di tutti

Soluzioni

L'eternità

Babbo Natale esiste

Acqua

Sono solo parole

Il senso di ogni cosa

Sangue nelle vene

L'inizio

Da una sola parte

Sono come sono

Pensa

Domani

Parole rumori e giorni

Pace

 

Scritto con Beatrice Guarrera

Blog di: 
Francesco Foderà
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