Voycee

Un meccanismo di autodistruzione. Questo il succo di un nuovo social, #Voycee, capace di non conservare i post pubblicati. In pochi giorni in moltissimi si sono iscritti al nuovo network collettivo, che in lingua italiana ancora non esiste. Un’altra via per cercare di evitare le conseguenze disastrose di status pubblicati sui social “storici” o di messaggi registrati su microblog, così come foto imbarazzanti postate senza pensarci troppo. Perché qualsiasi cosa si decida di pubblicare on-line, si sa, resta incisa come un solco nel cloud eterico. Cancellarlo non sempre è possibile, né tantomeno semplice. Stufi di questo bagaglio pesante, fatto di vicende che magari vogliamo lasciarci alle spalle, sia nella vita reale che in quella virtuale, ci affideremo sempre più ad applicazioni capaci di trasformarci in individui senza storia. Stare sui social senza però rinunciare alla propria privacy. Senza dover masticare il passato, senza imbarazzi. Senza eclissarsi in via definitiva. Tutti trasformati in novelli Kaspar Hauser 2.0: esseri reali, calati in una realtà virtuale dove però di noi si sa ben poco, giusto nome e cognome.
Voycee permette di aggiornare i propri status, mentre i precedenti sono automaticamente cancellati. Non solo: di essi non resta alcuna traccia. La mancanza di memoria per la propria identità eterica, paradossalmente, potrebbe incoraggiare molte più persone alla connessione sociale.
Insomma Ilfan Radoncic, l’inventore di Voycee, il poco seguito @ilfz su Twitter, aveva già pensato al diritto all’oblio, prima che una decisione della Corte di Giustizia europea obbligasse Google a farlo.

Blog di: 
Alessia Chinellato
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