Tv, giornali e i problemi dei cittadini

Autoreferenzialità, crisi di giornali e della tv. Non stupiamoci se i quotidiani rimangono nelle edicole e la tv ha cali vertiginosi. Passare giorni a scrivere, e parlare, della sfida tra talk, Giannini (a Ballarò su rai 3) e Floris (Di Martedì su la 7), si è rivelato, come affermano i fini giuristi, ultroneo. Superfluo. Sembrano tanto le baruffe politiche, ma poi quando gli mettono un microfono davanti la bocca, spiaccicano tutti (i politici) la stessa frase preconfezionato: <<parliamo dei problemi dei cittadini, che interessano la gente>>. Perbacco, parlatene dei problemi dei cittadini, ma metteteci un punto all'elenco e cominciate a risolverli, please. I giornali e la tv scadono, sprofondano, quando discutono di sfide tra talk politici, unti e bisunti, che interessano, complessivamente, platee di poco più di due milioni di italiani. I parenti e qualche amico. Trovarsi sui giornali la ribollita è come mangiare riso di mia nonna dopo tre giorni in frigo, ci dice  il giudice di Masterchef. E' finita. E' saltato il banco. Stavolta è la novità politica che cambia le carte in tavola, senza pietà. C'è una estetica del linguaggio e dell'immagine che ha la predominanza e ci porta a dire quanto sia vecchia (dagli studi agli ospiti, sempre quelli) certa televisione e, quanto, sono ripetitive le gerarchie delle notizie nei giornali. Vedere ospiti che bofonchiano, lenti nel parlare e nel muoversi, altri isterici  e antipatici, insopportabili, altri ancora con panze e facce gonfie e cappelli baruffati, è roba da museo. Da tv con il tubo catodico. Per questo la rottamazione non è solo affare della politica ma è una malattia contagiosa che presto travolgerà giornali, tv e professionisti della tartina.

 

Blog di: 
Maurizio Guandalini
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