Troppi processi su amianto?

Su La7 l'esperto di guerra Luttwak ha lanciato la sua verità sui processi di amianto: nel resto del mondo le battaglie giudiziarie si combattono in sede civile, non penale come da noi. 

Forse è questa la soluzione ai fallimenti di cui siamo impotenti spettatori? Gettare la spugna e rivalersi contro chi - spesso consapevolmente - ha fatto lavorare senza rispettare le minime condizioni di sicurezza, contro chi ha corrotto, nascosto carte, verità, segreti, e pur di racimolare un po' di profitto in più non ha esitato a uccidere?

Chiedere che questi omicidi vengano derubricati a una richiesta di risarcimento civile è negare a tutti la gravità e il livello di compromissione della vicenda amianto in Italia. Per molti versi unica: siamo stati per anni tra i primi Paesi importatori al mondo di amianto. Lo abbiamo commercializzato, trasformato, venduto come in nessun altro posto. E siamo stati tra i primi a dotarci di una legge organica per la sua messa al bando. Legge studiata in altri Paesi e poi adottata anche in Europa. È cosa di cui vantarci. Ma, come spesso accade in Italia, è anche una legge per molti versi ancora oggi inapplicata: le regioni non hanno mappato i territori, la prevenzione del rischio non è attuata, le bonifiche sono un miraggio. Il ciclo di smaltimento del rifiuto amianto è paragonabile a un girone dantesco per complessità, distanze, ostacoli normativi e burocratici. 

Come si fa a rinunciare alla sete di giustizia quando tuo marito è morto per aver respirato inconsapevolmente amianto sul posto di lavoro, quando tua figlia che lavava la sua tuta blu ha subito la stessa sorte? Quando intere comunità sono state falciate dai lutti e il patron della fabbrica vive all'estero e non ha intenzione di sborsare un euro (o dollaro o franco svizzero che si voglia) per i giusti e sacrosanti risarcimenti? 

Chi avanza questa ipotesi non conosce la disperazione, il dolore, la forza della speranza di giustizia. 

Semmai, il tema è quale giustizia chiedere: quali capi di imputazione avanzare, ad esempio. Il caso Eternit è esemplare ma sono numerosi i processi affossati da prescrizioni e prove difficili da dimostrare. Il disastro ambientale oggi ha tempi di prescrizione troppo brevi rispetto alla lunghezza di perizie, controprerizie, fasi istruttorie, processi, le aggravanti hanno vita difficile per la loro dimostrazione ardua. 

È in discussione al Senato la legge sugli ecoreati che ha visto lavorare insieme M5S, Pd e Sel. È una legge perfettibile ma che compie passi in avanti nella giustizia ambientale. Tra poche settimane potrebbe diventare realtà: è un enorme passo in avanti che ancora non basta. Nello specifico, per l'amianto, parimente sul piano della giustizia, bisogna lottare sulla prevenzione: avvicinarsi il più possibile al rischio zero, con mappatura e bonifiche. Solo così si potrà dire che siamo nella giusta direzione.

Blog di: 
Stefania Divertito
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