Quattro inutili, costosi, dannosi, minuti

Toghe verdi in azione

Ricordo come fosse ieri quella giornata caldissima di luglio 2011 in cui Girolamo Dell'Olio, dopo aver percorso il Mugello per farmi toccare toccare con mano i danni causati dalle gallerie  dell'Alta Velocità Firenze-Bologna, mi disse: "Questo è il disastro visibile, realizzato, concreto. Vuoi vedere il cantiere del disastro che verrà?".

Girolamo è un professore fiorentino, rappresenta l'associazione Idra, una vera spina nel fianco per le amministrazioni schierate a favore della Tav. L'azione di Idra è puntuale, la sua memoria non perde un byte, l'archivio è una certezza, loro fanno collegamenti e riescono a raccontare intrecci e inciuci anche prima dei magistrati.

E così col tramonto di quel venerdì pomeriggio conobbi il sottoattraversamento Tav di Firenze. Ne fui sconvolta: possibile che stavano costruendo un tunnel sotto lo splendore di quel centro storico per far passare il treno un po' più velocemente? Possibile che il vantaggio fosse di appena quattro minuti?

Li ho cronometrati, quattro minuti. Anche se non si sta facendo nulla di nulla, passano in un attimo. Per quei quattro minuti vogliono invadere Firenze col cemento: vogliono costuire una nuova stazione, vogliono bucare a due passi dagli Uffizi, vogliono cantierare per anni la città. E hanno già cominciato.

All'epoca, il pm Monferini era impegnato nel processo di appello contro i responsabili del disastro Tav Mugello. La maggior parte dei quali prescritti. Oggi apre il capitolo fiorentino della Tav. Sempre lui, sempre con la sua determianzione. E il terremoto è politico.

Il ministro Lupi si è dimesso, Incalza, il Berlusconi delle Opere pubbliche è in carcere. Nel ministero di Porta Pia, però, numerosi sottosegretari e dirigenti avrebbero tanto da dire. Detengono il potere, le fila del teatrino di marionette e carte bollate. E soldi. Pubblici. Come scrive Jacopo Tondelli ne Gli Stati Generali: perchè sono ancora lì?

Io aspetto la fase 2.0 dell'inchiesta. 

 

Blog di: 
Stefania Divertito
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Si è spento al San Raffaele di Milano Francesco Rosito, 46 anni originario di Livorno e in servizio presso la 43^ Aerobrigata di Pisa. Varie missioni internazionali, condannato a morire per un cancro contratto quasi certamente per le missioni effettuate all’estero.