Quant'era bella l'illusione del risorgimento bassoliniano

Bassolino condannato

Avevo 18 anni quando Napoli visse la sua ultima illusione di risorgimento. Antonio Bassolino, voce roca da fumatore incallito e vocali aperte figlie della provincia afragolese, vinse le elezioni e divenne sindaco.

Riuscì a sprigionare energia nuova, anche nella periferia orientale, non troppo vicina al Vesuvio, ma troppo lontana da piazza Plebiscito, che era casa mia. Me lo ricordo come fosse ieri: le scuole aperte d'estate, i caschi indossati e perfino automobilisti fermi al rosso dell'inutile semaforo prima di imboccare il "ponte della Vesuviana".

Ma era un'illusione. Uno scherzo a cui molti di noi hanno abboccato. Un tappeto che nascondeva la munnezza. In senso letterale, purtroppo.

Alla seconda giunta i giochi e le spartizioni furono chiarissimi. Ma noi continuammo a votarlo, fino a spingerlo alla Regione.

Il resto è cronaca: eco-cronaca, e cronaca giudiziaria.

L'epilogo ieri: la Corte dei Conti della Campania ha condannato l'ex presidente della Regione Antonio Bassolino a pagare 8 milioni di euro per danno erariale, in relazione al mancato adempimento di un'intesa del 2002 che prevedeva l'utilizzo di lavoratori socialmente utili per un massiccio piano di bonifiche. Con Bassolino - coinvolto nella sua veste di commissario straordinario alle bonifiche, incarico ricoperto all'epoca - sono stati condannati anche due ex subcommissari. «Si tratta - commenta Bassolino - di un accordo sottoscritto con i ministeri del Lavoro e dell'Ambiente per l'utilizzazione di Lsu, poi non adeguatamente impiegati, secondo la Corte, per la mancata apertura di discariche. Tutti sanno che ho cercato in tutti i modi di aprirle, contro mille resistenze di tutti i tipi. Anche in questo caso non ho commesso nulla di illecito, come ha già sancito il giudice penale, e i miei avvocati presenteranno subito appello».

Insomma: la colpa è la mancata apertura delle discariche. Il problema è quelle discariche non sono state aperte. Vuo' verè che chiede i danni ai cittadini che si sono opposti? 

Un paradosso, ma anche una jattura. Bassolino era commissario straordinario alle bonifiche e ha cercato in mille modi di aprire quelle discariche. Che poi portano a nuove bonifiche. 

Nel novembre 2013 Bassolino è stato assolto con formula piena - dopo l'appello contro la precedente assoluzione per prescrizione - per l'inchiesta più importante sui rifiuti in Campania. MA una settimana dopo, il 16 novembre 2013 in centomila sfilammo per Napoli nella grande manifestazione #Stopbiocidio #Unfiume in piena. E in testa al corteo c'era  la sua foto e la scritta "Colpevole di ecocicdio".

Colpevole di aver sbagliato tutto, e anche di quell'illusione che c'a lassat sfuttut'.

Blog di: 
Stefania Divertito
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