Ottanta sindaci basteranno per la rivoluzione?

Sindaci e Sblocca Italia

Si parla di Sblocca Italia, la legge approvata a novembre che, tra le tante cose, esautora il potere locale a fronte di un decisionismo centralizzato e concentrato nelle mani di pochi decisori.

Sabato scorso a Napoli avrebbero dovuto incontrarsi 236 sindaci contro lo Sblocca Italia, chiamati alle armi - legali e giuridiche, per carità - da De Magistris. 

“Contro le comunità non si potrà agire”, aveva detto il sindaco con toni bellicosi. "Il premier Renzi è avvisato", ha rincarato la dose il primo cittadino di Napoli.
Ma erano presenti sì e no un'ottantina. Altri hanno mandato un'adesione formale. Forse non se la sono sentita di farsi vedere alla corte di De Magistris il giorno della visita di Renzi a Pompei. Non si fa la guerra con queste proporzioni. Il Mattino ha drammaticamente mostrato la sala della mostra d'Oltremare mezza vuota sottolineando il flop.
Gli ottanta impegnati hanno comunque redatto un documento in cui si impegnano a convocare Consigli comunali aperti alla cittadinanza per recepire contributi, creare un coordinamento per definire le proposte da sottoporre al Governo e indire una manifestazione a Roma.

Secondo i sindaci, lo Sblocca Italia “accentra le decisioni nelle mani di ministeri, commissari e soggetti attuatori e delegittima gli enti locali, imponendo scelte non condivise che hanno effetti devastanti sul paesaggio e sulle aree protette”. Gli amministratori locali denunciano che “con la previsione di varianti urbanistiche automatiche e l’attribuzione ai privati di un ruolo che va a detrimento del controllo dell’interesse pubblico, si escludono le amministrazioni dalla gestione, dalla tutela e dalla valorizzazione dei propri territori”.

Secondo sindaci e comitati, lo Sblocca Italia propone un modello di sviluppo “inaccettabile”, mentre lo sviluppo auspicato ha come fondamento “uno scenario che punti alla decarbonizzazione e che accompagni il Paese verso un’economia basata su fonti rinnovabili ed efficienza delle reti esistenti”.
Ce la faranno gli 80 amministratori a moltiplicarsi e farsi numero sufficiente per far sentire la loro voce? E non solo a Renzi, ma anche alle partecipate dell'acqua, dell'energia, dei rifiuti, che anche grazie allo Sblocca Italia hanno ancora più potere e quindi capacità decisionale? 
 

Nel documento i sindaci affermano che “criminale non è chi lotta per i propri territori, ma chi attraverso leggi incostituzionali favorisce il dilagare di fenomeni corruttivi e le cricche del malaffare”.
Ce lo ricorderemo alla prossima manifestazione con toni appena un po' più alti del solito. 

Blog di: 
Stefania Divertito
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