M'illumino di Eni

Sponsorizzazioni dubbie

Può una manifestazione ambientalista farsi sponsorizzare da una delle principali compagnie di energia fossile? Può un'iniziativa che vuole sensibilizzare sul risparmio energetico avere nella home page il cane a sei zampe di Eni?
Ho assistito in questi giorni al dibattito tra chi ha contestato la sponsorizzazione da parte di Eni di M'illumino di meno, l'ormai storica trasmissione di Caterpillar (Radio2) e chi l'ha difesa. Bisogna pur campare e ben venga se un'azienda come Eni vuole dare una mano all'ambiente.

Però. 
Però non siamo più nell'epoca dei compromessi. L'aggressione ai nostri territori e al nostro mare è tale che non possiamo più voltarci dall'altra parte. C'è talmente tanta disinformazione e pareri di parte assurgono a verità assolute che mischiare le carte come sta fcendo Caterpillar non lo trovo sensato. 
Eni è la stessa società che sta contribuendo alla trivellazione della Basilicata, dell'Abruzzo, che spinge anche politicamente per avviare oleodotti e gasdotti che studi del Cresme e delle principali università italiane considerano inutili. Su questo non esiste dibattito: chi è contro all'Interconnector con il Montenegro, adducendo numeri che testimoniano la scarsa utilità di quel carburante per il mercato italiano (che infatti con quell'opera definita strategica dal governo Renzi diventerebbe hub per l'Europa), automaticamente viene bollato come contrario al progresso e alla creazione di posti di lavoro. 
Parliamo di posti di lavoro: secondo il rapporto del Cresme e l'indagine sulla green economy della Camera dei Deputati, un miliardo di euro investito in fonti fossili crea circa 700 posti di lavoro, che diventano 13mila se quei posti sono nella green economy e 17mila nella riqualificazione energetica degli edifici?
E allora?
Allora sarebbe bellissimo che l'anno prossimo Caterpillar creasse un crowfunding per finanziare l'iniziativa, se proprio ce ne fosse bisogno.
Sarei la prima a versare il mio contributo. 

 

 

 

Blog di: 
Stefania Divertito
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