L'ennesima vittima dell'uranio. Ma la Commissione sta lavorando

Uranio impoverito

Si è spento al San Raffaele di Milano Francesco Rosito, 46 anni originario di Livorno e in servizio presso la 43^ Aerobrigata di Pisa. Varie missioni internazionali, condannato a morire per un cancro contratto quasi certamente per le missioni effettuate all’estero. Sembra essere un momento chiave del follow out dovuto all’esposizione senza mezzi di protezione sui teatri operativi in cui è stato utilizzato uranio impoverito. Lascia la moglie ed i genitori atterriti e distrutti da una malattia che porta via la vita del militare e lascia una lunga scia di dolore e sofferenze a chi resta. Scrive l'Osservatorio militare: «Alla vicinanza e collaborazione dei colleghi  non vi è stata una risposta delle Istituzioni militari ed anche i famigliari di Francesco dovranno agire per avere giustizia. La morte di Francesco è l’ultima prima di una lunga scia di decessi che inizia a dicembre, ma è anche il primo che avviene durante i lavori della Commissione Parlamentare d’Inchiesta presieduta dall’On. Scanu».

E stamattina è stato proprio l’Osservatorio Militare a riferire in commissione d'inchiesta sull'uranio impoverito alla Camera per portare il proprio contributo in studio, ricerca e sentenze (ricordiamo che sono oltre 40 le sentenze ottenute dall’Avv. Tartaglia e che condannano l’Amministrazione Militare a risarcire famigliari di vittime della ormai conclamata “sindrome dell’uranio impoverito”)».     

Il presidente della Commissione Scanu ha affermato che l'obiettivo del loro lavoro è fare in modo che non ci siano più altre commissioni. Arrivare a una parola fine, dopo 16 anni, sarebbe una svolta epocale. Vorrebbe chiudere o ridimensionare i poligoni di tiro, dichiarare il nesso causale tra uranio e malattie, arrivare a un accordo per poter risarcire tutte le vittime...
Mi accontenterei del 50% dei risultati promessi, ma già che se ne parla, e che se ne parla in questi termini, è molto confortante.

 

Blog di: 
Stefania Divertito
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