La legge sugli ecoreati è esempio di buona politica

Ambiente

È trascorso quasi un anno da quando la Camera dei Deputati ha licenziato il testo della legge che introduce il disastro ambientale nel nostro codice penale.

È una legge molto contestata che ha visto l'opposizione, sullo stesso fronte anche se per motivi ovviamente differenti, di certo ambientalismo e di Confindustria. Il testo era stato contestato da alcuni magistrati, toghe verdi doc, secondo i quali la definizione di disastro ambientale risultava inapplicabile. 

Quando il testo è arrivato in Commissione Ambiente al Senato è nata una forte campagna stampa contro la legge. Alcuni toni trionfalistici con cui chi l'ha firmata l'ha presentata, sono sembrati improvvisamente esagerati. Eppure in Commissione è stato lavorato con profitto, e il testo licenziato due giorni fa è decisamente migliorato. Sel, M5S e Pd hanno lavorato insieme.  

 Ora il testo dovrà andare in Aula ma intanto la definizione è la seguente - ed è un ottimo risultato  
Si configura il reato di disastro ambientale per chiunque causi "alternativamente" una delle seguenti fattispecie: A) l'alterazione irreversibile dell'equilibrio di un ecosistema; B) l'alterazione dell'equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali; C) l'offesa alla pubblica incolumità, determinata con riferimento alla capacità diffusiva degli effetti lesivi della condotta". 

L'inserimento dell'avverbio "alternativamente" e dunque prevedere che sia sufficiente una sola delle tre condizioni per configurare ipotesi di reato, introdotto da un emendamento del M5S, metterà a tacere le critiche?
Il testo va migliorato, ancora. Ma a questo punto, siamo a un passo dall'avere una legge contro gli ecoreati all'avanguardia in Europa. 

 

Blog di: 
Stefania Divertito
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