Quando l’informazione la fanno i docenti

Insieme a diciotto valorosi colleghi abbiamo iniziato a scrivere su questo giornale solo di Scuola. Ci siamo conosciuti e abbiamo discusso. Ci siamo incontrati e scontrati. Abbiamo convenuto una linea editoriale non “a pensiero unico” ma pluralista, dialettica (come deve essere proprio la Scuola) che proponiamo quasi giornalmente al Direttore che ha deciso di ospitare questa esperienza unica in Italia. E ogni lunedì continuiamo a occuparci di Scuola con un’intera pagina: la quarta di Metro.

Curo insieme a loro anche la sezione “Scuola” di questo sito. Sia nell’uno che nell’altro caso sono solo ed esclusivamente insegnanti a scrivere di Scuola. Sfido chiunque, soprattutto i politici che si stanno occupando della riforma in questo momento, a trovare falle nelle nostre analisi. La qualità degli articoli dei miei colleghi è altissima. Questo mi fa ben sperare per le sorti dell’Istituzione che servo ormai da 17 anni. Solo la professionalità, la cultura, il sapersi esprimere in gruppi ristretti e sui media può salvare la Scuola dall’assalto dei luoghi comuni. Dalla barbarie delle semplificazioni che si ritorcono contro gli stessi uomini che formano la società. Sono fiducioso perché ho contribuito a creare un gruppo di persone che ha cuore e testa per combattere con grazia.

Con le stesse persone ci siamo “fusi” ad un'altra esperienza sui social. Esiste adesso una pagina che si chiama “La Vera Scuola Gessetti Rotti” che riunisce decine di migliaia di docenti pronti a proporre e non solo a distruggere. Da questa pagina è stata lanciata una petizione per “controllare” l’articolo del Ddl che prevede la chiamata diretta da parte del preside. Una lettera a Mattarella, che di Costituzione se ne intende. Ebbene, in pochi giorni siamo a 45000 firme.

Malgrado Bruno Vespa che ieri sera ha parlato di Scuola con una superficialità imbarazzante, tagliando a metà i discorsi di docenti e ministro, io sono fiducioso perché a parlare di Scuola adesso siamo noi che la conosciamo e senza bisogno di intermediari. Spesso il giornalista usa la Scuola per fare il programma: l’esperienza che portiamo avanti noi è di fusione tra formazione e informazione. Siamo docenti prestati al giornalismo in virtù di un’emergenza.

E l’emergenza chiede di firmare la nostra petizione.

http://goo.gl/AIT0Ja

Blog di: 
Tony Saccucci
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