Path, il social che si autocancella

C’era una volta uno dei tanti social network che combatteva contro Facebook. Voleva realizzare una piattaforma di amici “veri” e non virtuali.
Non molti, avvalorando la teoria di Robin Dunbar, ovvero che la neocorteccia del cervello può gestire al massimo 150 relazioni, di cui 50 più strette. Un discrimine positivo, la segregazione degli spazi.
Le parole chiave girano intorno alla privacy, vero leitmotiv per chi ama condividere momenti della propria vita, ma non con tutti. In un mondo in cui sbandierare ogni atteggiamento è un must, Path è una vera chicca. Tanto più, ora, nella versione aggiornata, in uscita a breve. Come ogni social che si rispetti -infatti- c’è la possibilità di chattare con gli “amici” della propria cerchia.
La novità sta nel fatto che i messaggi vengono rigorosamente rimossi dal server dopo 24 ore dall’invio. Un semplice “logout” e tutte le precedenti conversazioni si perderanno nel limbo dell’etere, generando una privacy nuova e piuttosto agognata ultimamente. Perché i social che ci geo localizzano ci possono incastrare in faccende difficilmente comprensibili. Un messaggio di troppo alla persona sbagliata, che non si conosce se non a livello virtuale, può avere strascichi impensabili, disordinandoci l’esistenza. Perché non vale la pena affollarci la vita di bugie dette in chat senza poterle cancellare.
Raccontarle, si, con la voce arrochita che solo uno schermo touch può far apparire sincera. Salvo poi, scendere i pioli dell’ignavia senza guastarsi la salute. Senza rimorsi, né condanne.
In un’epoca di liquidità dei rapporti, la giusta applicazione dei precetti di Bauman.

Blog di: 
Alessia Chinellato
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