Tutti in treno con la carta di credito di papà

Pendolari di tutto il mondo unitevi. Tal Achille Norberto presidente delle Ferrovie Nord (i treni lombardi) usava la carta di credito aziendale per sbrigare, 600 mila euro, i vizi (auto blu, telefoni, alberghi, multe, mobili, cene) della famiglia, in particolare del pargoletto di 35 anni, ritratto su instagram mentre fa le smorfie di fronte al busto di Mussolini, giusto per vedere se c’è qualche somiglianza. Una domanda sorge spontanea: ma in che mani (e teste) siamo? Possibile, dopo mille tangentopoli, nella città europea per eccellenza, viene pescato l’ennesimo manager del pero che  deve arrotondare con i soldi del mio biglietto ferroviario per soddisfare le voglie del figliolo pazzerello? Arrivati fino a qui vedo poche speranze di saltarci fuori. Il male è intriso. Forse circola nell’aria. Oppure è una polverina. Vero, l’Italia è bella, stupenda, occorre crederci, ce la possiamo fare. Ma c’è uno step precedente che va risolto. Vi sono in circolazione ancora troppe disparità, incongruenze, privilegi, iniquità, favoritismi, debordanti stili di vita che sono delle vere e proprie offese verso coloro che ‘cercano’ di essere cittadini dignitosi. Ed è un fossato così enorme che nemmeno la legge ci viene in soccorso per colmarlo. Neppure le regole o i codici. Ci rimangono i modelli. Gli esempi. Appunto, sarebbe un bell’esempio se al ‘siur’ Achille venisse pignorato tutto quanto e non fra cent’anni, ma domani, e quei soldi andassero al fondo manutenzione delle Ferrovie. Sai la soddisfazione di stare seduto in carrozza su un sedile dell’ex Presidente? 

Blog di: 
Maurizio Guandalini
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