Turismo-Italia, se ci sei batti un colpo

Turismo  e  beni culturali sono la prima industria del Paese? Se fosse così polemiche come quella sul trasferimento dei Bronzi di Riace da Reggio Calabria a Milano, durante Expo 2015, durerebbe un nano secondo. E' stato assurdo non spostarli e rispondere “chi vuole vederli prende l'aereo e va in Calabria”. E' la fotografia di una nazione che non sa cosa vuol dire Sistema Paese. Expo e Milano, per sei mesi, sono la vetrina del mondo, la leva per il made in Italy, anche nell'arte, e lo Stato per assurde paturnie burocratiche (ed elettorali) inneggia al 'turismo' locale (sai che movimento: dal 1 gennaio al 31 agosto i bronzi sono stati visti da 176 mila visitatori e 66 mila paganti). La testa e il marketing sono fermi alle scartoffie, timbri, ferie, turni. San Michele, nel Friuli. Museo delle trincee della prima guerra mondiale: chiuso per ferie dal 25 luglio al 25 agosto. A due chilometri, San Martino del Carso, museo gestito da volontari, del gruppo speleologico carsico, aperto tutto agosto. Sono i volontari che hanno proposto al Ministero di tenere aperto, durante le ferie, anche il museo statale di San Michele. Non c'entra Nord e Sud, il turismo ha la sua  forza nell'intraprendenza. In Sicilia, a Punta Secca, c'è il Tour di Montalbano. Turismo di massa dai 65 paesi dove la fiction Rai è vista. Può il turismo tradizionale rimanere attaccato alle polverose ragnatele della cera lacca  ministeriale o al cartello, double face, chiuso per ferie, chiuso per sempre?

 

Blog di: 
Maurizio Guandalini
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Maurizio Guandalini