Sinisa e quel condensato di calore naturale

Editoriale su Metro Quotidiano del 15 luglio.

di Maurizio Guandalini

Slabbratura. Lacerazione di civiltà. Straripanti dell’andare-e-vieni di sentimenti. Esplosi all’ascolto della parole di Sinisa Mihajlovic. Vincerò la malattia per la mia famiglia. Non voglio compassione. Nessuno è indistruttibile. Il racconto del male. La leucemia. Imprevedibile. Da un momento all’altro. La trasposizione verso noi. L’esempio. Una cura che aggancia gerarchie di valori. Contrapposta a cavernicoli leggi animali. L’odio. Il possesso. La gelosia. E la vendetta. Gli uomini bruti che uccidono le donne. Mondi che non camminano. Fermi. In microcosmi aridi. Alterati. Resettati. Mark Twain scrisse che tra tutti gli animali l’uomo è il più crudele, è l’unico a infliggere dolore per il piacere di farlo.

L’ubriaco e drogato che alla guida del suv trafigge mortalmente due bambini, di undici e dodici anni. La deflagrazione della convivenza. Smarrimento caparbio dell’elementarità grammaticale che distingue le persone dalle bestie. Grazie, prego, scusa,  ricorda affettivamente Papa Francesco. Le tavole semplici del dialogo, del rispetto. Constatazione di passi. In avanti. Lo smarrimento è in quel dove andremo finire. Lo sballo generazionale d’appartenenza. Lo sbando. Quando lo schianto ti ha uccisa, quando anche il cielo sopra è crollato. Lamiere contorte. L’esistenza mai o mal spiegata ai figli. Un oceano di silenzio nel becero e compassionevole tran tran ristoratore, siamo stati ragazzi anche noi. Forse, qualche volta, sporcarsi le mani in un autorevole ruolo genitoriale darebbe fiato alla consapevolezza che a gestire le pulsioni e tramandare l’intrepidezza, non abbisogna di un semplice amministratore precisino. Il condensato di calore naturale della vicenda dell’allenatore del Bologna contrapposta alle macerie di un bombardamento strategico riportato dalla cronaca di queste ore, ci conforta. A non smarrire la manciata di regole che la marcia di anni e di secoli ci ha tramandato. Quando riusciremo a tramutare episodi occasionali di alta valorialità in uno stare assieme trasceso nella villana contrattazione di carne da macello?

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Maurizio Guandalini
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