Se il futuro dell'Europa dipende dalla Grecia

L’ingegner De Benedetti, navigato finanziere, aveva detto da Fabio Fazio, su rai3, che la svolta, anche per l’Italia, rispetto ai diktat europei, sarebbe arrivata con la svolta, probabile, della Grecia. La svolta ellenica si sta materializzando: elezioni anticipate (a febbraio, perché non c’è accordo sull’elezione del nuovo Presidente della Repubblica), che vuol dire vittoria della sinistra di Tsipras e certa uscita dall’euro. Infatti, Tsipras, al primo punto del suo programma elettorale ha la richiesta della ristrutturazione del debito. Che vorrebbe dire creare un precedente. E quindi dalle istituzioni finanziarie non avrebbe mai il via libera.  A quel punto la Grecia se ne andrebbe dall’euro e in Europa si aprirebbero scenari inediti e imprevedibili perché scatta un precedente con la probabilità che altri paesi del Vecchio Continente seguano i principi del Partenone. La Grecia ha pagato un prezzo eccezionale alla crisi. Le ricette austerità e rigore hanno piegato la popolazione e soprattutto i risultati economici non sono arrivati. A parte una tiepidissima ripresina del Pil (ma rispetto al baratro raggiunto non c’è format di riferimento) è il deserto. La gente è stanca e non ne vuol sapere della vecchia politica che ha funzionato solo da garante delle spregiudicate istituzioni internazionali. Ora il bivio. Non è escluso che molte nazioni stremate in Europa prendano la palla al balzo dal campo greco per rivedere molto che non va. A quel punto  molti scenderanno con i piedi per terra.

 

Blog di: 
Maurizio Guandalini
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