Quello che la Sinistra e il Pd non capiscono su Salvini, migranti e rom

di Maurizio Guandalini

"Salvini ha fatto il bullo con 629 rifugiati, dei poveri disgraziati. (..) In Ue non cambia nulla, l'Italia è più isolata". L'ha detto Matteo Renzi. Mentre tutti i sondaggi – l'ultimo quello di Ilvo Diamanti per la Repubblica – dicono che la stragrande maggioranza degli italiani, compresi tanti di sinistra (l'ha scritto Weber sull'HuffPost), stanno con il Ministro dell'Interno. Ad esempio appoggiano la sua strategia di chiusura dei porti. E collocano al primo posto, con percentuale pesante, il problema dei migranti. La questione finanziaria ed economica per gli italiani diventa secondaria, affossando l'analisi dell'Ocse che imputa alla disoccupazione nei paesi Ue la nascita del sovranismo.

Stupisce che a questo dato di fatto, il Pd, Renzi e Martina, e altri esponenti del centrosinistra, rispondano con un disco rotto. Continuano nascondere sotto il tappeto i loro limiti nella gestione di governo buttando tutto quanto sul razzismo, sulla perdita di umanità, di compassione, "sulla pelle di poveracci". Sugli egoismi e opacità del Governo gialloverde. Dare del bullo a Salvini equivale all'insulto più pesante di chi ha dato dello sbirro a Minniti, anche di recente, senza, per altro, sentire voci del Pd a sua difesa. Pure sull'ultima polemica del censimento, no, schedatura, no, monitoraggio, sì, dei rom. Lager, leggi razziali del 1938, pistole per tutti. Più si pesca tra l'archeologia e più Salvini sale nei sondaggi. Non vi sarà sfuggita la reazione dei Casamonica. Quelli del funerale con carrozza, cavalli ed elicottero. Famiglia di zingari. Con alcuni componenti dediti ad attività non trasparenti. A Salvini hanno detto sciacquati la bocca e riga diritto. Di fronte a un pizzino siffatto che ti viene da pensare? Che poco poco, il Johan Padan de noantri, ha centrato il problema. Lo capiamo che usa il Viminale per una campagna elettorale mai finita. Ma la gente comune la pensa come lui. Lontana anni luce dalle opinioni di chi siede in tv e scrive sui giornali. Nelle città grandi e piccole. Borseggi, rapine, l'uso di minori per adescare. Bella presenza e non solo la fila indiana di donne trasandate, sporche, con anelli alle mani e denti d'oro in bocca. Schedatura no, ma sapere chi sono – all'Istat mancano informazioni sui nomadi - e cosa fanno è un modo per combattere il degrado e l'evasione fiscale. Visto che, oltre i campi di roulotte, ci stanno ville principesche e limousine. Frutto del sudato lavoro? Se, come pare, i primi ad avere l'idea di un censimento sono stati, a Milano, l'ex Giunta di sinistra Pisapia&C. e, nel 2014, la Regione Emilia Romagna di Errani, allora le acque si calmeranno presto. Tra l'altro non si capisce lo stupore della sinistra tutta quando nelle regioni che governa (succede anche in quelle del centrodestra) scheda ogni due anni coloro che abitano negli alloggi popolari (trattando anche dati sensibili e riservati come le giacenze bancarie) senza che nessuno alzi un dito a difesa.

Qui sta il limite della sinistra che è identificata come quella parte che difende il caos, la confusione, l'assenza di regole, migranti a noi, perché a parte l'indignazione ideologica di sempre, il dito puntato, non ha idee per risolvere i problemi in modo convincente e appropriato. Anzi agisce spesso all'incontrario accanendosi sugli italiani più in difficoltà come il caso sopra delle case popolari spiega bene.

Consigliamo, quindi, la sinistra di non calcare su scenari apocalittici. Per diversi motivi.

Primo perché se siamo arrivati alla situazione attuale molte responsabilità sono del governo di centrosinistra degli ultimi 5 anni a partire dall'incapacità di incidere in Europa, chiamando alle loro responsabilità i singoli paesi del Vecchio Continente. In un momento, tra l'altro, dove il Pd aveva il massimo di consenso elettorale in Europa e ha preferito barattare la questione migranti con qualche soldo di flessibilità; difficile dire chi tra Renzi e Salvini usi a proprio vantaggio i cosiddetti "poveracci" (più avanti torneremo sull'utilizzo di questo pessimo linguaggio).

Secondo motivo, perché si vuole far passare gli italiani come un popolo di razzisti, inebriati dalle grida di battaglia leghiste, quando in realtà, parafrasando la canzone di Vasco Rossi, cercano un senso a una situazione che un senso non ce l'ha. Perché vivono tutti i giorni nei quartieri delle periferie, toccano con mano il degrado dei quartieri popolari, i clandestini dediti alla criminalità e all'occupazione abusiva degli appartamenti.

La sinistra, il Pd e i suoi dirigenti pagano un ritardo culturale spaventoso. Non si sono accorti o hanno chiuso gli occhi rispetto a quello che avveniva intorno a loro fino a far virare la nave Italia verso sponde del sovranismo più spinto. Ma non con spirito razzista. Lo sottolineiamo ancora una volta perché chi fa uso dello spettro del razzismo per contrastare la politica salviniana non ha capito nulla degli italiani.

La realtà è questa. Salvini alzando la voce ha fatto più lui in qualche giorno che il centrosinistra in 5 anni di Governo. Tra l'altro mettendo in pratica quello che aveva in mente e in parte ha indirizzato con sapienza l'ex Ministro dell'Interno Minniti, poi temperato o autemperatosi nelle dichiarazioni successive perché pesanti critiche sono arrivate da sinistra, dal suo partito e da dirigenti di primo piano. In Europa i vari paesi si sono svegliati di un tratto dal torpore. Dalla Francia macroniana toccata sul vivo delle sue responsabilità alla Spagna del neo-Premier socialista che deve redimere quel Zapatero che sparava alle carrette dei migranti. E poi la Germania dove addirittura la Cancelliera Merkel traballa, vittima della sua politica per l'immigrazione mal condivisa dai potenti alleati di partito (e di Governo).

Prima della situazione attuale la questione migranti è stata vissuta con pacche sulle spalle. L'Italia sopportata come un nonno brontolone che si lamentava ma che poi si faceva carico del lavoro sporco. Matteo Renzi (e Martina) non ha capito che il melodramma ha lasciato le coste italiane. Insistere che lui preferisce salvare vite umane vale zero se poi non racconta e spiega il dopo, quello che siamo in grado di fare in Italia in termini di accoglienza, costruire il futuro di queste persone tenendo ben distino quello che spiegava bene dalle colonne del Messaggero, Luca Ricolfi, i diritti di chi fugge e le aspirazioni.

Abbiamo sempre sostenuto, sia su l'HuffPost che su altre testate, che il tema migranti e la sua soluzione non è né di destra, né di sinistra. È un tema contendibile. Minniti, del Pd, ex-Ministro dell'Interno, ha capito per primo quale era la direzione giusta. Purtroppo ha chiuso la sua esperienza troppo presto e comunque era stretto nell'enclave dei vincoli degli accordi europei e del silenzio su alcuni dossier scottanti (ricordate la disputa con il Ministro delle Infrastrutture Delrio sul rapporto con le Ong e la chiusura dei porti?). A partire dalle Ong che non sono tutte buone e anime belle. Dai gommoni rientranti nei traffici normali della criminalità organizzata. Fino al ruolo delle navi della nostra Marina militare chiamata a sorvegliare i nostri confini in mare. Rispondere a questo, come ha fatto Martina, lodando i sindaci che tengono aperti i porti per l'attracco delle navi è, questa sì, propaganda. Primo perché un ex-Ministro dovrebbe sapere che la chiusura o l'apertura dei porti è competenza delle capitanerie e poi comunque c'è un problema politico grande come una casa; l'impeto anti-salviniano non può andare nella direzione di contravvenire a una disposizione del Ministro dell'Interno mirata a salvaguardare la sicurezza dei nostri confini.

La chiusura dei porti, di fatto, brucia il solidarismo della politica dal fiato corto. Che ritiene esaurito il compito salvando il salvabile (perché non c'è alcuna invasione). Senza porsi il problema fino a quando dura la tiritera e verso quale futuro si corre. Rattrista sentir parlare dei migranti come poveracci. Lo ricordavamo all'inizio. I "disgraziati" da aiutare con broda e pane. Come gli italiani che non ce la fanno a campare. Il linguaggio conta. Perché portatore di ipocrisie. Comode e violente. Le pulsioni delle comunità sono mal sopportate dalle élite. Prigioniere di categorie superate. Buono e cattivo. Passato e futuro. Scandite dalla realtà dei fatti. E non da quello che appare. O vorremmo che fosse. Conservazione e modernità.

Salvini, che non né fascista né oscurantista, tra un po', ha il compito di passare dalle parole ai fatti. L'autodeterminazione dei popoli a casa loro aiuta a rimanere meno soli. Prima i nigeriani. Prima i siriani. Prima gli italiani. Sarà però un working in progress, lungo. Con i risultati da costruire. Si dovrà sedere a tanti tavoli e rivedere molta roba che non va. Per dare risultare certi, palpabili dai cittadini, gli Interni si occupino di interno. Dei 600 mila clandestini, i quali, prima di rimpatriarli, occorre acciuffarli. Per la sicurezza e contro il degrado criminale delle città. C'è la Daspo (allontanamento e rimpatrio per chi delinque). Anche questa voluta da Minniti (perché Milano l'ha attivata solo di recente?). Ma non si può caricare i sindaci. Poverelli, non li vedo fare i sceriffi quando tremano a firmare delle delibere. Un'autorità dello Stato ha detto che serve la sicurezza partecipata. Alchimie. I cittadini che non sono razzisti ma incattiviti sì non devono sopportare pure le tifoserie contrapposte Governo e opposizione. Sarebbe opportuno che su un aspetto così unificante per il Paese vi fosse una azione condivisa dello Stato, Governo e opposizione insieme, in modo che l'Italia manifesti una strategia comune che ridisegni le responsabilità dell'Europa. Soprattutto dopo l'accordo Macron-Merkel che prevede grandi cantieri d'accoglienza in Tunisia e generici rafforzamenti del controllo delle frontiere ma su tutto il Trattato di Dublino non o mal ritoccato a vantaggio di Germania e Francia che da tempo hanno proceduto a un controllo serrato delle loro frontiere.

 

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Maurizio Guandalini
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