Quel bipolare che esce dal G20 e dalla Manovra

Editoriale del 3 dicembre 2018 su METRO-Quotidiano

di Maurizio Guandalini

Dammi il cinque che ti indoro la pillola. Ma perché quei vertici inutili come il G20? Risolvessero con computer e telefonino. All’apice del traffico tecnologico si riscopre l’incontro. Vis-à-vis. Per spostare macigni pesanti. O per stringere amicizie che cambieranno i destini. Il premier Conte è il neofita collezionista di selfie, con dedica. Dei Grandi. Da raccogliere in un Panini a futura memoria. Per i nipoti. Sorride con il rubicondo Juncker. Il presidente di Commissione, fanatico dello smack smack, abbraccione genitoriale intorno alla testa. Con puffetto. L’effetto è immediato. Meglio avvertibile dopo un conviviale pranzo. Tutto a posto, la soluzione per l’Italia è dietro l’angolo. Dialogo disteso. La Borsa gira allegra. E lo spread non ringhia. Basta poco, che ce vò. Trionfi di buon senso.

Trump prima di arrivare a Buenos Aires, smonta l’incontro con Putin. L’immagine del tycoon corrucciata. Con il muso da bulldog. Che entra nella sala del summit. Mentre il giocoso Putin che si scambia un gimme five con il principe dell’Arabia Saudita bin Salman, spinge The Donald a vedersi affettuosamente, per venti minuti, con il capo del Cremlino. E, non sazio, si siede al tavolo con i cinesi, che loro il sorriso stampato in volto ce l’hanno sempre, per sistemare la faccenda dei dazi. Non è il medesimo tracciato sudato con il leader Nord coreano? Si frigna, in lancia, di anatemi aggressivi tra le mura di casa e, poi, una volta incontrato di persona, Kim Jong-un, mangia, parla, ride come noi.

Stando a questo master plan bipolare gli sconfitti sono gli incazzati, i livorosi, i picchiatori di parolacce. Quelli dell’insulto è una opinione. Dei politicanti e non, famosi o meno, appiccicati al microfono,  seduti nelle risse dei talk, che le danno, ma s’inalberano, in nome della civiltà, se le prendono. E il contrito conduttore che, fintamente, urla, ora basta. Poi ci meravigliamo dei professori presi a parolacce dai studenti. Con genitori vestiti di giovanilismo. Della legittima difesa. Ciascuno è vittima delle proprie illusioni?

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