Milano a ferro e fuoco con i black bloc in diretta tv

E’ ingiustificabile che un manipolo di deficienti vestiti di nero con passamontagna abbiano distrutto, nel giorno di inaugurazione di Expo (programmato da anni), alcune vie del centro di Milano. Ancora più orrendo che tutto questo avvenga e che non ci sia capacità strategica, di forze dell’ordine e intelligence, di prevenirlo. Dicono che a violenza non si risponde con la violenza. D’accordo al 100%. Ma un tappo a questa inaudita guerriglia urbana va messo. Senza sconti impedendo l’ingresso di queste persone (munite di lacrimogeni, bombolette spray, coltelli, bastoni e tutto l’armamentario) nelle città.  La degenerazione aumenta se questi attacchi avvengono in diretta tv. I gruppi di black bloc hanno agito con predeterminazione sapendo di essere ripresi da fotografi e cameramen. Già nella giornata di giovedì un incomprensibile e striminzito (qualche centinaio) corteo di studenti, privo di ragioni e scopi (che vuol dire gridare slogan No Expo?), ha fatto da copertura a gruppi black bloc che si mettevano in posa mentre pitturavano vetrine, rovinavano telecamere, scassavano macchine e arredo urbano. Ma chi ha autorizzato quel corteo, quelle manifestazioni prima di un evento universale che si sapeva carico di pericolosi sviluppi? Perché i corpi di polizia, ai livelli più alti, altissimi, di coordinamento centrale, non sono in grado di prevenire l’azione rudimentale di emeriti disadattati provenienti da ogni parte di Europa (ricordate i bloccupy sterminatori poco tempo fa a Francoforte: sono gli stessi che hanno incendiato Milano)? Evidentemente la semplice strategia a ‘schermatura successiva’ per deviare e spezzare i cortei  è troppo debole se provoca tutti questi disastri. E così quella vetrina di Expo presentata al mattino che ci rendeva orgogliosi di essere italiani nel mondo è stata accartocciata in un sol istante nel pomeriggio da facinorosi senza cittadinanza. 

Blog di: 
Maurizio Guandalini
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