Macerata e la retorica elettorale a buon mercato

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Macerata e la retorica elettorale a buon mercato

 05/02/2018 15:25 CET | Aggiornato 11 minuti fa

di Maurizio Guandalini - Giornalista, editorialista di Metro e saggista

"Mandare in vacca" è lo sport nazionale. La sinistra vede la violenza per il razzismo della destra. La destra urla al caos per il lassismo della sinistra. Berlusconi sente odore di voti (un bottino del 25% sul tema immigrazione) e vuole mandare a casa 600 mila migranti: peccato che non dice come farà a prenderli visto che non sono conosciuti allo Stato.

Entrambi gli episodi di Macerata sono casi limite. Di due matti. Ma non c'è pericolo imminente di Far West come c'è stato spiegato in modalità allarmistica da qualche editoriale. C'è da strologare sopra, invece, al pensiero insofferente, sottotraccia, di milioni di italiani. Degli italiani della provincia, che vivono in zone da sempre considerate tranquille. E che oggi non lo sono più, tranquille.

Lì gli appelli misericordiosi non fanno che accelerare l'onda di fastidio. Perché sanno di presa in giro. Il nigeriano che ha ucciso la diciottenne, perché era in Italia senza permesso di soggiorno? Si sbaglia dire che è razzista chi si fa queste domande. Così si rinfocolano gli animi e si peggiora la situazione.

Il solo antidoto al casino è risolvere i problemi. Il sindaco Pd di Macerata ha manifestato tutta la sua rabbia nel dire che gli viene il voltastomaco quando vede per strada spacciare droga. Come nel bosco delle droga a Milano luogo deputato e riconosciuto di smercio e spaccio: perché lo Stato non interviene?

Il giro di vite in corso, c'è stato, dopo decenni di rilassamento. Ovunque. In ogni settore. Da chi scriveva le regole a chi era chiamato a farle rispettare. A Roma come a Macerata. Ma da quanto tempo le cose non vanno come dovrebbero? I poliziotti che si smontano nella loro azione quotidiana di far rispettare la legge quando ingabbiano manigoldi per poi rilasciarli nel giro di qualche ora, perché? Qual è l'impatto sociale di un impianto legale così molle?

Che si moltiplica anche con la nostra complicità, e contraddizione morale, il disamore verso le leggi. Possibile che quel nigeriano, clandestino, vivesse regolarmente in un appartamento senza che al proprietario non arrivassero voci che non tutto andava così bene dentro quelle mura? E il folle sparatore, malgrado folle (in cura psichiatrica) lo fosse da tempo, perché ha trovato posto come candidato in lista nelle file della Lega, senza per altro prendere alcuna preferenza?

Tanti esempi diversi di una legalità a macchia di leopardo che si riverbera sull'ordine pubblico. Sulla sicurezza generale. Sul rispetto delle regole. Quindi, ci sarà un nesso tra quello che è avvenuto a Macerata e il rallenty delle soluzioni a casa nostra?

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