Ma nell'aria c'è anche polvere di crisi mondiale

Il 9 ottobre 2018 su Metro - quotidiano

di Maurizio Guandalini

Mi scusi onorevole Di Maio, butti caso che fra sei mesi ci stanno ancora quelli a Bruxelles? Tutto l’affetto e la fiducia che un cittadino può darle, perché lei è vice premier, un graduato sul campo, sa più di noi mendicanti delle parole. Però, dubbi e paure montano, e come montano. Quello spread lì non molla. Si attorciglia all’Italia per un niente. Ieri c’era agitazione tra  put e call in borsa. Misto a polvere di crisi mondiale. Per via dei cicli economici. Un po’ va bene e un po’ va male. E se tanto mi dà tanto noi stiamo perdendo l’occasione. La Cina soffre e molto per la morsa dei dazi di Trump. C’era da immaginarselo che arrivavano le conseguenze nel Vecchio Continente. A Casa America va benone, quasi piena occupazione, ma dentro i confini europei c’è affanno. E Juncker e Moscovici, i suoi nemici, onorevole Di Maio,  non hanno fatto uno straccio di strategia previsionale di fronte a una probabile tempesta. Si perdono, insieme a voi, a correre dietro agli sberleffi. Si arrabattano a chiudere gli scatoloni in vista dei traslochi. E ogni Paese ragiona per fare da sé. Malgrado vi sia interconnessione. Levi un mattoncino a Casalpusterlengo e burla giò la banca di Hong Kong.

Vede, onorevole Di Maio, a me come a lei, molto di quello pensato dalla Commissione non piace, perché usato a mo’ di ritorsione, sberleffo e carità. Ma non dire gatto se non ce l’hai nel sacco. Passano i giorni e lo spread alto smazzola miliardi. Se va avanti così tra sei mesi saremo più poveri.  L’ostinazione nelle faccende finanziarie, con i soldi degli altri, non paga. E soprattutto far casino tempo prima su una presunzione che le cose debbano andare per un certo verso, è roba da scommesse da bar. Muoviamoci con buon senso. Entrate e uscite, un taglio, un contentino e rinviamo i festeggiamenti. E’ un modello economico vecchio come il cucco, lo so. Il solo a cui varrebbe la pena dare il Nobel. Onorevole Di Maio, servirà pure se le cose dovessero andare per il verso che lei ha preconizzato. E, forse, a Genova starebbero già costruendo il ponte.

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