Leggere un libro, no?

Buona parte del mio baule di conoscenze, di curiosità, di analisi e  scrivere in un italiano discreto è dovuto alla mia famiglia. In casa c’erano sempre i giornali, una biblioteca rifornita di ogni testo, dalle favole ai classici alle enciclopedie onnicomprensive. Quelle sollecitazioni avute da piccolo non te le togli di torno. Te le porti con te. Ti abbracciano. Fino a diventare un mestiere, scrivere, che, visto l’andazzo, varrebbe la pena abbandonare. Il 50% degli italiani non hanno mai letto un libro o un giornale. Siamo un paese di ‘scrittori’ (escono più libri che michette) di volumi che nessuno legge. Narcisismo. E’ come chi prende la laurea perché dà il titolo di ‘dottore’: piace dire ho scritto un libro. Anche se fa acqua di sintassi e di contenuto. C’è gente che scrive senza aver mai letto nulla. Le colpe non sono imputabili solo agli italiani svogliati o disinteressati; e non c'entra neppure la crisi economica. I giornali rimangono nelle edicole perché non danno un valore aggiunto. Compri il giornale per cosa? E’ un caso solo italiano: le rassegne stampa. Ci sono dalla mattina a notte su tutti i canali tv e radio. Tv e radio si nutrono prosciugando la carta stampata. Conosciamo prime pagine, articoli di cronaca, commenti. Se c’è interesse approfondiamo (gratis) su internet. Non si conoscono più le firme  degli editorialisti, ma i volti, perché, anche loro, narcisi, campeggiano, a ogni ora, nei talk. Quando si dice la serpe in seno!

 

Blog di: 
Maurizio Guandalini
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