Le nomine dei tg e la fiction-varietà dei talk tv

Editoriale del 31 ottobre su Metro-Quotidiano

di Maurizio Guandalini

Non tutte le idee sono sbagliate. Mentre arriva la mazzata valtournenche del Pil, Wall Street Journal, Financial Times e Bloomberg stanno cambiando tono sulla manovra. Punti di vista diversi che si rafforzeranno, ne siamo certi, dai cambi dei direttori dei telegiornali Rai di queste ore. Niente scandali. Cambia il Governo e avvicendano i responsabili dell’informazione della tv di Stato. Il Presidente di viale Mazzini, Marcello Foa, ha scritto un libro: Gli stregoni della notizia. Come si fabbrica informazione al servizio dei governi. Scusa collega,  è una guida che i futuri direttori dovranno seguire alla lettera o un manuale per evitare le cattive pratiche del settore?

Pietrangelo Buttafuoco insiste sul pensiero unico. E’ proprio unico, non esiste altra cerchia che il circoletto chiuso. Dargli torto non si può. Il vizio della categoria è quello di stare tra palco e realtà. E visto che i telegiornali sono l’ipermercato delle notizie, ai quali la gente si accosta in massa per farsi una opinione, una occhiata doppia, la si dà. Non per dare istruzioni del mestiere. Ma per tifare verso modi e persone che sanno fare una informazione che vogliamo chiamare alternativa?, chiamiamola così, se la distinguiamo, ad esempio, dalla fiction-varietà dei talk televisivi. Quella dei tifosi bastian contrari sempre e comunque. Quelli di ieri contro Renzi e oggi contro i giallo verdi.

Il nostro desiderio non sarà esaudito fin tanto che la Rai godrà del canone, soldi spendi e spandi e, soprattutto, dei politici turnisti vincenti. Avremo un nuovo esercito di nominati, votati alla causa. E noi, malgrado uno studio che conferma un ritorno alla lettura degli editoriali sui quotidiani, per approfondire e nutrire un convincimento, faremo domanda per entrare nel truppone degli opinionisti sui divani che discutono sulla D’Aragona  se è o no marchesa o sui caciottari coronati.

Evviva la tv del cazzeggio, divertimento e svago. Ma con zone franche di stile addolcito e minimalista. Come Geo&Geo su Rai 3. La scuola ne consigli la visione almeno un’ora al dì. 

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Maurizio Guandalini
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