Lavorare all'Expo?

Un articolo di Antonio Sansonetti su Blitz Quotidiano

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Lavorare all’Expo? “Altro che 1.500 al mese”: i dolori del giovane “choosy”

Veramente 8 giovani su 10 hanno detto no a un lavoro da 1.500 euro al mese? I dati certi sono che per 646 posti sono arrivate 27 mila domande, cioè 41 per ogni posto disponibile. E poi c'è stata un'altra valanga di richieste (16 mila) per essere presi fra i 9.000 volontari dell'Expo. Volontari significa lavorare gratis.

Pubblicato su Blitz Quotidiano -  il 22 aprile 2015 18:15 | Ultimo aggiornamento: 23 aprile 2015 09:00

di Antonio Sansonetti
 
MILANO - “Altro che 1.500 euro al mese”, scrivono nei commenti all’articolo del Corriere i ragazzi sotto i 29 anni – alcuni dei 27 mila – che hanno mandato il curriculum per lavorare sei mesi negli stand dell’Expo 2015. Secondo Manpower – l’agenzia trovalavoro che è l’unica fonte della notizia – 8 giovani su 10 hanno rifiutato un lavoro dal 1.300-1.500 al mese per sei mesi.

La conclusione naturale della notizia è che aveva ragione l’ex ministro del Lavoro Elsa Fornero quando aveva definito “choosy“ e poi “viziatelli” i giovani italiani, che in questi anni sono stati etichettati come “bamboccioni” dal ministro dell’Economia Padoa Schioppa (governo Prodi) e “mammoni” dal ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri (governo Monti). Il critico televisivo Aldo Grasso arriva lesto ad affermare che questa è “una generazione non è ancora stata abituata al lavoro”.

Sono definizioni che fanno un pelino di rabbia a chi ha fra 20 e 40 anni ed è circondato da coetanei abituati a lavorare senza festivi né garanzie, senza contratti né tutele. E quasi sempre per meno di 1.300-1.500 netti o lordi al mese. L’umore non migliora quando il Corriere prova anche a spiegarsi le ragioni del no: “Sarà che c’è di mezzo l’estate” e che poi “i turni prevedono anche sabati e domeniche di lavoro”. Insomma ai giovani choosy 1.500 euro non bastano e il lavoro nel weekend e durante le vacanze estive non garba.

Il sospetto è che lo stereotipo dei giovani choosysia una pantofola comoda quanto la fine delle mezze stagioni e il rimpianto per i tempi in cui i treni arrivavano in orario e si dormiva con la porta di casa aperta. Per cominciare, è poco choosy il fatto che per 646 posti sono arrivate 27 mila domande(41 per ogni posto disponibile). È pochissimo choosy – lo scrive il Corriere – la valanga di domande (16 mila) per essere presi fra i 9.000 volontari dell’Expo. Volontari significa lavorare gratis. Altro che 1.500 al mese.

Next Quotidiano è andato a scovare alcune reazioni all’articolo del Corriere, ripreso anche dall’Huffington Post. Racconti in presa diretta di chi aveva mandato il curriculum per essere selezionato fra quei 645 che avrebbero lavorato al semestre Expo:

“Ecco il mio punto di vista: Ho mandato il cv a Manpower per far parte dello staff di Expo a Ottobre, ho fatto tutti i test attitudinali a dicembre, ho fatto il colloquio di gruppo e il colloquio individuale a Gennaio, mi hanno dato un riscontro il 10 aprile, chiamandomi al telefono e dicendomi “Congratulazioni è stata presa, domani le mandiamo la graduatoria ufficiale”. La graduatoria ufficiale non è mai stata mandata. Ho mandato mail, ho chiamato e mi è sempre stato risposto che non ne sapevano nulla. Il 16 Aprile mi chiama un incaricato di Manpower per dirmi che la formazione sarebbe cominciata il 21 Aprile e che mi avrebbero mandato (‘naltravolta) la graduatoria. Nulla.

Mi ritelefona il 17 Aprile dicendomi che ci saremmo risentiti per la conferma ufficiale nei giorni successivi. Il 20 Aprile mi mandano una mail con su scritto che avrei dovuto cominciare la formazione il 22 Aprile a Milano. Non una graduatoria ufficiale, nessuna menzione al contratto di lavoro o di stage. Il 21 Aprile mi mandano una mail dicendomi che per essere confermata dovevo superare un questionario. (Scusa ma non ero già stata preso e non incomincio il giorno dopo la formazione?). Ho fatto ripetute domande circa la formazione senza nessuna risposta (La formazione verrà pagata? Dopo la formazione si firmerà un contratto di lavoro?).

Tutto questo senza contare che per una posizione di Communication and Social Network ilcompenso è 500 euro al mese per 6 mesi, dopodichè sei sicuramente a casa,di cui ne avrei dovuti spendere 350 per un abbonamento ai mezzi per arrivare là in quanto Expo non ha nessuna convenzione con i mezzi di trasporto. Quindi ricapitolando ho rifiutato un lavoro perchè con 150 euro al mese non mangio, perchè non mi sembra serio questo processo di selezione (e in generale la gestione dell’Expo in toto) e perchè ho la fortuna di avere un lavoretto e non posso mollarlo dall’oggi al domani (dato che la conferma semiufficiale scritta mi è arrivata il 20 Aprile e avrei dovuto cominciare il 22 Aprile SENZA un cavolo di contratto). Fine”.

Un altro giornale online, qelsi.it, ha intervistato l’autrice del commento, una giovane torinese. Il Secolo XIX parla di “mezza bufala dei giovani che rifiutano un lavoro da 1.300 euro al mese” e cita altri commenti di ragazzi candidati a lavorare all’Expo che delineano un quadro diverso. Due i motivi ricorrenti:

1) 1.300-1.500 era la cifra massima e non la media degli stipendi offerti per lavorare all’Expo. C’è chi come la ragazza torinese parla di 500 euro, che al netto delle spese per mangiare, vivere a Milano e spostarsi ogni giorno in zona Fiera (che è a Rho), significa pagare per lavorare. C’è chi parla di 1.460 al primo colloquio che diventano 1.000 al secondo.

2) Molti lamentano di essere stati contattati all’ultimo, di non essere stati mai contattati, di non aver mai ricevuto risposta. Insomma sostengono che la disorganizzazione di chi doveva reclutare i 646 candidati spiega perché – a detta della stessa Manpower – il 46% non ha mai risposto alla mail “sei stato preso” che l’agenzia di lavoro interinale avrebbe mandato. E non è che finora l’Expo milanese si sia distinto per efficienza organizzativa (vedere servizio fotografico per chiedere).

AGGIORNAMENTO ore 8.50 del 22 aprile: L’agenzia Manpower, contattata dall’Huffington Post, ha precisato che non ci sono mai stati “8 giovani su 10″ che hanno “rifiutato un lavoro da 1.300-1.500 euro al mese” ma che “L’80 per cento delle persone che avrebbero rifiutato, non ha in effetti rifiutato ma si tratta di persone che o non hanno superato i test o che a un certo punto non sono state in grado di andare avanti nelle selezioni” e che comunque i “rifiuti”, che sono arrivati dal 46% dei selezionati, riguardano solo due posizioni, quelle per le quali erano richieste più competenze ed esperienza, “le uniche per le quali è previsto uno stipendio da 1.300 euro in su”:

Manpower, agenzia interinale incaricata di trovare gli addetti, contattata dall’Huffington Post ha spiegato: “Abbiamo coperto circa mille posizioni”. “Tra queste, per le figure di Operatori Grandi Eventi e Area Team Leader, le uniche per le quali è previsto uno stipendio da 1300 euro in su, abbiamo registrato non l’80%, bensì il 46% di rinunce, molte delle quali ci sono pervenute all’ultimo istante”. Tradotto: ad aver rinunciato è il 46% dei candidati selezionati per ricoprire ruoli Top in Expo, e non nei Padiglioni di Expo, come Operatori Grandi Eventi e Area Team Leader.

“L’80 per cento delle persone che avrebbero rifiutato, non ha in effetti rifiutato – spiegano da Manpower – ma si tratta di persone che o non hanno superato i test o che a un certo punto non sono state in grado di andare avanti nelle selezioni. Quindi riassumendo, questo 46% non riguarda tutti i ragazzi under 29 anni che si sono candidati, ma solo due specifiche figure richieste“.

Blog di: 
Maurizio Guandalini
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