La violenza contro le donne e la lezione di Alda Merini

Editoriale del 26 novembre su Metro-Quotidiano

di Maurizio Guandalini

Ieri. Non una di meno. La violenza verso le donne. L’educazione affettiva che a scuola non c’è. Si lanciano reti. Mal colte. I preservativi gratis sotto i 26 anni. Poi ritirata. Perché ne potevano beneficiare anche gli immigrati. In farmacia. In coda. Una ragazza. Quindici anni. A bassa voce, vicino all’entrata, timida, con la testa reclinata sul fianco della spalla destra. Di chi cerca scuse. Immagonata. Che sa di averla combinata grossa. Chiede alla giovane dottoressa se ha la pillola del giorno dopo. Perché forse è rimasta incinta. Un fai da te, di sensazioni. Ingigantite. Con il maschio libero da ambasce. Lasciate di peso sulla femmina. In quel momento. Carico di paure. Non condivise. Fuori i genitori e le amiche. Chiacchierone. Nei paesini stretti di tradizione. A silenzi catenaccio. Quando la normalità di un mondo che cambia è l’eccezione. Che chiede permesso. Da concedere. Come ospite.

Riti, gli stessi, per l’omosessualità. L’aggressività generata da zero conoscenza. Alla fine sono persone come noi, il mio primo amico è un gay. Si dice. E il gay è sempre uomo. In tv e sui giornali. Lesbica no. E’ una colpa. Una perversione. Una trasgressione. Un sospetto. Taciuto. Evitato. Negato. In Italia, a differenza degli Stati Uniti, gli outing delle famose non sono pervenute. A fronte di simbolismi rigidi (casa-chiesa-famiglia) collegati al strenuamente etero.

Malversazioni crude quanto le botte. A ricaduta su delle ragazzine che flagellano l’affettività per l’altra. Pugni nello stomaco. Feroci. Non solo violenza sulle donne ma mortificazione di genere. L’amore. Il sesso. Interpretati. Fino alla schiavitù dei maltrattamenti e all’omicidio. Comportamenti. Grammatica del corpo e della mente. Non s’insegna agli studenti. La felicità dei sentimenti e della passione. Quelli della poetessa Alda Merini. Beati coloro che si baceranno sempre al di là delle labbra, varcando il confine del piacere, per cibarsi dei sogni. Rispettarsi. Il contrario di sfogarsi. In totale libertà. Senza costrizione, sottomissione, soggezione. E divieti.

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Maurizio Guandalini
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