La tv e quel finto matrimonio Prati-Caltagirone

Editoriale del 31 maggio 2019 su Metro Quotidiano

di Maurizio Guandalini
Fermate la truffa romantica di Pamela. Se la qualità artistica non coincide con quella morale. Del cazzeggio.  Nel salotto di Barbara d’Urso. Il blocco che va dalle 18 alle 18.40.  Commedia di cornetti alla crema. Occhio malocchio prezzemolo finocchio. La tastata delle tette, rifatte e da tornire, gli amorazzi con le corna, l’abito spinto. Sotto il vestito niente. Mutanda a filo o nature. Incorporata nella regia vigile della conduttrice. Meticolosa nel blindare gli opinionisti. Ossequiosi verso santa Barbara. Baudiana. Vi ho inventato io. Sbalorditi di fronte alla topica busta shock che anticipa il magazine domenicale. Di cui si parlerà a Live non è la d’Urso, del mercoledì. Con una coda, il lunedì, al Grande Fratello.
 L’altra Barbara, Palombelli, in una intervista, ammette che guardandolo trova sempre qualcosa di interessante. Il cast, perché è la scelta dei concorrenti che fa il successo della sedicesima edizione, ha l’imprinting  di Maria Carmela. Del maiale non si butta via niente. Pronta a infoltire la programmazione autunno – inverno 2019/2020. Macina ore che spolvera con le sue campagne contro la violenza verso le donne e gli omosessuali. Col cuore. Una coraggiosa, considerando la fettona del suo pubblico. I leader politici  gareggiano per  una intervista alla regina del trash soft  spinto. Quell’alto basso del tu. Perché son tutti suoi amici. Che ama. Amici di twitter, facebook, instagram. L’altra faccia della tv. Che ammucchia e colma l’ascolto della prima serata vincente. Con 3 milioni di spettatori è un successone. Quando ne servivano 6 o 7. Al pari del disco d’oro. 25 mila copie e te la cavi. Una furbacchiona, per Pippo da Militello. Ce lo siamo chiesti nel vedere l’inverosimile stiracchiata della vicenda del finto matrimonio Prati-Caltagirone. Una storiaccia surreale. Da saltare con un chissenefrega. All’apice della patologia. Triste. Di cui si conoscevano i contenuti. A questo si è preferito partecipare, da finti tonti, alla commediola. Uscendone con la morale dei tempi moderni. Senza arte, né parte.

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