La sconfitta di Obama e l'Italia

No problem. Tutto ok. La sconfitta di Obama alle elezioni per Camera e Senato era prevista. L’occhio corre alle elezioni presidenziali americane del 2016 con la compagna di partito, la democratica Hillary Clinton, candidata. La cabala e i pronostici aiutano. Nelle elezioni di mezzo termine del 2010 debacle di Obama che poi fu rieletto presidente nel 2012. La traccia politica che si desume, utile anche per l’Italia, è il sistema bloccato, o comunque qualche ingranaggio otturato che c’è. E’ dura governare con un Presidente di un partito e la maggioranza del Congresso della parte politica opposta. Obama lo fa da inizio mandato però è un macigno che gli ha impedito di realizzare molto del suo programma e forse è il motivo dell’ultima sconfitta elettorale. Vero che il Presidente Usa ha poteri di veto. Come il presidente del Consiglio italiano può fare decreti a go-go senza passare per il Parlamento. Ma è il segnale di un format zoppo. Che non va lontano. Infatti si è costretti a governare all together now, tutti insieme, in compagnia, maggioranza  e opposizione, con mediazioni continue su ogni provvedimento. Come avviene, da sempre, anche con maggioranze e opposizioni chiare, in Italia. La sola certezza è che il termometro gira in zona successi quando la gente sente che il borsellino è pieno. Obama è quello che ha salvato l’economia americana dal baratro e l’ha fatta risalire ai vertici degli indicatori economici. Ma gli elettori, soprattutto delle fasce più deboli,  non se ne sono accorti. Meditate politici italiani, meditate.

Blog di: 
Maurizio Guandalini
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