La scelta del broker Prodi non aiuta il joker Renzi

Un mio articolo su L'Huffington Post

http://www.huffingtonpost.it/maurizio-guandalini/la-scelta-del-broker-pr...

IL BLOG

La scelta del broker Prodi non aiuta il joker Renzi

 19/02/2018 10:45 CET | Aggiornato 13 minuti fa

di Maurizio Guandalini - Giornalista, editorialista di Metro e saggista

 

Siamo convinti che dentro la sua testa, Renzi pensi che Prodi poteva risparmiarsi la sua uscita a sostegno della lista ulivista "Insieme" e del premier Gentiloni. Come funziona? Se queste liste a partire da Insieme per finire alla Bonino, superano il 3%, "rubano" parlamentari al Pd. Sfregiano la ricerca del primato del gruppo Pd intaccando la strategia renziana di questa campagna elettorale. D'altronde Prodi non fa mai niente per niente.

Erano nove anni, dice il professore, che non partecipava a un'iniziativa politica, anche se in verità sotto sotto ha alimentato nel corso di questi mesi le soluzioni più varie per scalfire l'attività del segretario Pd, e qui ha colto l'occasione peggiore: durante gli ultimi giorni di campagna elettorale, facendo il lavoro del presidente della Repubblica, designando Gentiloni futuro premier.

E, maldestramente, il reggente di Palazzo Chigi ha annuito, ringraziato, non si è tirato indietro e ha pure partecipato all'iniziativa di Insieme con Prodi, sperticando lodi a the king (più che broker) che scenograficamente era seduto solo sul palco, mani giunte, occhi ispirati al cielo pronto a suggellare il timbro dell'avvenuta incoronazione all'interprete della filosofia ulivista. Gentiloni naturalmente non si è tirato indietro. Perché malgrado i vari pronunciamenti dei mesi trascorsi, governare piace.

Quale miglior occasione con il papà del centrosinistra unito che dà le medaglie al premier per le scelte salvifiche fatte in 12 mesi di Governo? Come se Renzi e i suoi mille giorni di reggenza non esistessero. Fossero quasi una protuberanza, un gingillo ultroneo. Superfluo.

Anche la mistificazione del buon governo Gentiloni, storicamente, cioè per mancanza di tempo operativo di applicazione, è una fanfaluca. Il premier ha per lo più varato i decreti attuativi delle scelte del Governo Renzi e ha chiuso per buona parte le scelte compiute nel corso dei mille giorni. Né più né meno. Anche il giro di vite di Minniti è frutto dell'attività del ministro dell'Interno durante la sua esperienza di controllo dell'intelligence nel periodo renziano.

Non sappiamo quanto la mossa di Prodi produrrà in termini di voti. Penso pochi. Perché questi sono più spostamenti elitari, che interessano gruppi ristretti di persone e anche nell'immaginario collettivo lasciano pochi segni (per essere pratici i segnali di Berlusconi non sono paragonabili alle mosse di Prodi: il cavaliere ha un partito e un gruppo nutrito di fans fedelissimi attaccati al marchio "Berlusconi". L'eredità di Prodi si è dispersa in mille rivoli ed è priva di qualsivoglia fidelizzazione).

Ma si sa la legge elettorale prova sussulti anche per lievi spostamenti, quasi impercettibili. E il disturbo a Renzi si sentirà, così come la lista Bonino (altro accordo che Renzi in cuor suo non avrebbe mai fatto). Ma tant'è il terno al lotto pressa e quindi è meglio aggrapparsi alle soluzioni, alcune le più mendaci, che passa il convento.

Blog di: 
Maurizio Guandalini
Ultimi articoli da questo blog

Un mio articolo su L’Huffington Post

Per leggerlo clicca sul link che segue:

Editoriale del 14 novembre 2018  su Metro Quotidiano 

di Maurizio Guandalini

Editoriale del 13 novembre 2018 su Metro-Quotidiano

 

Maurizio Guandalini