Io sto con Carolina Kostner

Io sto con Carolina Kostner. La procura del Coni ha chiesto uno stop alle gare per più anni rispetto al fidanzato che ha combinato il guaio del doping. Solo perché era la fidanzata si è beccata il favoreggiamento. Cose dell’altro mondo. Ma sui figli devono ricadere le colpe dei padri? Lo stesso vale per la Kostner: sulle fidanzate ricadono le colpe dei fidanzati? Ha ragione Gramellini, vice direttore de La Stampa: i fidanzati si lasciano e basta. E’ fuori da ogni logica pensare di andare a denunciare il partner. Invece è normale, un atto d’amore, sicuramente scontato, che la Kostner si sia adoperata al meglio per difendere la persona che ha amato (oggi prova affetto e molta pena). E il fatto stesso che la Kostner abbia dato tre versioni differenti a chi l’ha interrogata è una conferma di come tra questa coppia di atleti non ci fosse alcun accordo, alcuna complicità negativa. Semmai è Schwazer la carogna, che pur di salvare la pellaccia ha inguaiato la povera Carolina. E’ proprio vero questo mondo è capovolto e non ci sono più regole e giudizio. Sono uno sportivo anch’io. Per tanti anni giovanili ho fatto ginnastica artistica. Rigore e disciplina. Avevo un professore di ginnastica severo. La prima regola è sempre stata la lealtà verso i compagni di squadra. Non credo che la parola ‘lealtà’ volesse dire fare la spia. Andare a denunciare un mio compagno di squadra se commetteva qualcosa di illecito. Io non l’avrei mai fatto. Avrei utilizzato altre strade e se non avesse capito e compreso i miei consigli l’avrei lasciato  andare a sbattere. Così come è stato tra la Kostner e Schwazer. Speriamo solo che la giustizia abbia anche un’altra medaglia.

Blog di: 
Maurizio Guandalini
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