Il buon samaritano Minniti si sbraccia per lo ius soli subito, ma sbaglia

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Il buon samaritano Minniti si sbraccia per lo ius soli subito, ma sbaglia

 10/10/2017 16:52 CEST | Aggiornato 14 minuti fa

di Maurizio Guandalini- Giornalista, editorialista di Metro e saggista

 

È evidente che su lo ius soli subito si sta giocando una partita al di fuori del merito del provvedimento stesso. Se ci fosse la stessa attenzione, lo stesso vigore, slancio proteso sulla legge della cittadinanza, su altre questioni, dalla riforma dell'Università dopo gli scandali alla riforma della giustizia che fa acqua da tutte le parti, saremmo agli irti colli. Ci mancavano pure i variegati scioperi della fame, intrapresi, tra gli altri, da membri di un governo che ha scelto di rimandare lo ius soli alla prossima legislatura.

È chiaro che qualcosa stride rendendo più evidenti e accentuate le falle, molte, che quel provvedimento contiene, anche semplicemente nella sua scrittura, rendendolo qualcosa di non paragonabile ad altre leggi del genere in ordinamenti di altri paesi.

Basta leggerselo e confrontarlo. Le critiche sono evidenti, riassumibili nei diversi interventi sul Corriere del politologo Ernesto Galli della Loggia, di certo non un conservatore oscurantista, ma un liberale convinto, che vede nella futura legge limiti enormi. Di contesto.

La situazione italiana sulla materia più generale, migranti-immigrazione-accoglienza, è ai primi passi. Sono troppe le questioni irrisolte che calare un tema come lo ius soli non è il momento più opportuno. Inoltre dare la cittadinanza a cittadini di religione musulmana, ai quali, per lo più non interessa integrarsi non è come dare la cittadinanza a un cittadino statunitense.

Valori, cultura e altro ancora. Non basta la nascita per essere cittadini italiani, e questo lo dice la Conferenza episcopale italiana. Soprattutto perché quando la cittadinanza la dai non la puoi ritirare facilmente. E forse non è il caso lasciare la doppia cittadinanza italiana e del paese originario. Così come la cittadinanza deve essere sempre più una conquista convinta, perché condividi i valori della nazione dove risiedi.

Sgombriamo anche il campo che è una emergenza l'approvazione dello ius soli perché si presume ci siano tanti bambini stranieri ai quali non sono riconosciuti i diritti degli italiani. Baggianata per lo più usata a dopare una campagna per toccare le corde dei sentimenti. Ai bambini stranieri sono riconosciuti i diritti degli italiani.

Stupisce che la vicenda ius soli l'abbia abbracciata il ministro degli Interni, Minniti.

Minniti ha ricevuto consensi perché, finalmente, l'Italia, nel momento dove c'era più urgenza ha visto un ministro degli Interni legge e ordine. Cioè nel maggior caos possibile Minniti è diventato un punto di riferimento. Ma poi le questioni erano tutte da risolvere. Qualcosa ha fatto. La limitazione degli sbarchi e il codice delle Ong hanno dato la misura di un cambio di verso. Però il tutto intervallato da continue mozioni d'affetto quasi tendenti a giustificarsi della troppa determinazione. Mettere un freno a mano quando dovrebbe accelerare. Quindi gli slanci di buonismo fino alle lodi sperticate sullo ius soli subito, per dire che lui è di sinistra e vicino alla Chiesa, dando adito a idee passatiste che pensavamo superate, cioè che l'accoglienza sempre e comunque è di sinistra e legge e ordine sono slogan di destra.

Un cambio di marcia e di strategia che vanifica anche i successi ottenuti dal ministro. E che fanno insorgere il sospetto che forse sia stato sopravvalutato nella sua azione quotidiana e sui risultati raggiunti. A partire dagli sbarchi. I flussi sono ricominciati. E ci sono le tratte della Tunisia ben più pericolose e sicure, addirittura alimentate da scafisti italiani.

Persone che arrivano in Italia che non si riescono a rimpatriare perché fuggono e girano incontrollati per il nostro Paese. Inoltre ci stanno tanti avamposti in diversi stati africani che lavorano a pieno ritmo verso l'Italia, la mafia nigeriana, per esempio.

Abbiamo un quadro generale che è traballante. E non è vero che è un errore legare i vari aspetti, migranti-immigrazione, accoglienza e anche ius soli. L'Italia non è in una situazione che si può permettere grandi slanci. La situazione migranti è in alto mare. Puoi eliminare i centri di accoglienza e usare paesi e città per mandare i migranti ma non c'è all'orizzonte una soluzione certa sul futuro.

Il rischio è vedere gente dentro gli alberghi chissà fino a quando. È vero che c'è un piano del Viminale per l'integrazione, ma per ora sono parole. Tra l'altro con alcuni capitoli pericolosi che cozzano con le esigenze antiche di molti italiani: casa e lavoro. A fianco è irrisolto il capitolo, ampio, della sicurezza.

Qualcosa è stato fatto, sgomberi – e anche qui Minniti si affrettò a dire, da buon samaritano di sinistra che si facevano gli sgomberi se era assicurata una sistemazione abitativa alternativa, fino a quando si è accorto di aver detto una cosa che non sta in cielo né in terra perché, per lo più, nelle occupazioni, ci sono veri e propri racket che devono essere sgominati e basta – così per la sicurezza delle città.

Ma poco, pochissimo. I sindaci hanno qualche potere in più per togliere i balordi ma abbonda la criminalità degli extracomunitari, in diverse zone delle tante città e paesi, dediti al mercato della droga, interi quartieri dello spaccio, in mano a organizzazioni malavitose, dai quali la polizia si mantiene alla larga. Anche perché mancano leggi punitive per evitare che dall'oggi al domani chi viene arrestato sia rilasciato dopo qualche ora.

Non ci dilunghiamo. Su questi dossier complessi occorrono segnali definitivi, che stentano. E dopo questi segnali, quando la popolazione si è rassicurata – questo vuol dire educare, i processi lunghi che richiede l'educazione di un popolo all'accoglienza, perché è questione di fiducia, gli italiani non sono diventati d'un colpo barbari e razzisti e così non vanno trattati – ci si può spellare le mani per applaudire lo ius soli. La gerarchia, la successione, i passaggi o l'agenda delle priorità, dovrebbe snocciolarsi in questo modo. Soprattutto quella di un ministro degli Interni. Soprattutto di Minniti.

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Maurizio Guandalini
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