Gianluca, Emma e la morte di cui non parliamo

Editoriale del 5 dicembre 2018 su METRO - Quotidiano

di Maurizio Guandalini

Parlarne. Lottare. E rispetto per chi ami. Chi ti sta intorno. Emma Marrone, ieri, davanti agli studenti ha parlato del ‘suo’ cancro. Una malattia lunga e dolorosa. <<Ho visto i miei genitori sgretolarsi di fronte a questa notizia, invecchiare di colpo>>. Il calciatore Gianluca Vialli, colpito anche lui dal cancro, si è dato degli obiettivi a lunga scadenza. Uno di questi era non morire prima dei suoi genitori. E’ nel libro Goals. 98 Storie + 1 per affrontare le sfide più difficili.

Un’ansia che mi pervade. Spesso. Ci penso. Se accadesse a me. Mi spenderei al millesimo per farcela. Guarire per non farli sprofondare nel dolore struggente. Mamma e papà. La malattia è imprevedibile. Non si annuncia prima. Ti capita. E rimane in silenzio. Sottotraccia. Indaffarato nel tran tran quotidiano non sai della giovane donna. Un giorno compagna. Per un lungo tratto. E’ rimasta vittima, forse, di un male oscuro. Preso per caso. Da una fisioterapista alla quale diceva di sentire dolore all’addome. Le visite. La corsa in sala operatoria. Il cono di sentimenti convulsi. Appesi. La famiglia che non sa dove sbattere. Ma resiste. Lì. Ai piedi della figlia. In un letto di ospedale. Un taglio. Pulizia radicale. E l’attesa paziente. Benigno. Niente cure di chemio. E tu lontano, che non ti vedi e non ti senti da una vita, apprendi questo travaglio. In solitudine. Tua e di lei. Con rabbia. Di non sapere. E, se fosse andata diversamente, con la colpa.

Vivi ogni giorno come fosse l’ultimo. Non lo concepiamo. Mai. Stravaccati nelle nostre paure. Mi piace sentire l’aria di primavera di Nadia Toffa. Non sono guarita ma sono viva. O il rompiamo i pregiudizi sulla malattia. Di Emma. Al pari di quel portare le mie figlie all’altare di Vialli. Uno sguardo al tempo. Declinato all’infinito. Consapevoli che la morte può essere una opzione. Che ti sta accanto. L’errore è anche di noi cristiani. Non si parla più della morte. La morte è uno scandalo. E’ una domanda che cerchiamo di nascondere, ha scritto Monsignor Vincenzo Paglia in Vivere per sempre.

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